Partito il divieto nel traforo del Gran Sasso

21 Novembre 2024

Ma sulle 10 notti di chiusura monta la polemica. Mariani (Pd) scrive al ministro Bernini e a Marsilio

TERAMO. Dieci notti di chiusura del traforo del Gran Sasso per permettere di eseguire lavori per l'Istituto nazionale di fisica nucleare che riguardano la «manutenzione della condotta d'aria a servizio dei Laboratori nel fornice sinistro (in direzione L’Aquila) per circa 900 metri». Lo ha comunicato la settimana scorsa la concessionaria Strada dei Parchi spa. Il divieto di transito, dalle 22 fino alle 6 del giorno successivo, è partito da lunedì 18 ed andrà avanti fino a domani. Dopo la pausa del fine settimana, proseguirà nei giorni 25, 26, 27, 28 e 29 novembre. La chiusura al traffico riguarda il tratto dell’autostrada A24 compreso tra Colledara/San Gabriele e Assergi, limitatamente alla carreggiata Ovest con direzione L’Aquila/Roma. Ma dal fronte politico monta la polemica. Il presidente della Commissione Vigilanza del Consiglio Regionale d’Abruzzo, Sandro Mariani, ha infatti scritto al ministro dell’Università e della Ricerca, Annamaria Bernini, al presidente Marco Marsilio, al direttore dei Laboratori del Gran Sasso, Ezio Previtali e, per conoscenza, ai Parlamentari eletti nella nostra regione per chiedere chiarimenti sulla chiusura notturna del traforo.
«Questa decisione, apparentemente motivata da esigenze non meglio specificate dei Laboratori dell’Infn solleva interrogativi di particolare rilevanza», afferma Mariani. «Considerata infatti la delicatezza e la complessità che storicamente contraddistinguono la coesistenza tra i laboratori, il Traforo e il prezioso sistema acquifero del Gran Sasso, è fondamentale garantire la massima trasparenza nei confronti delle istituzioni territoriali e della popolazione abruzzese tenute conto anche le ultime vicende che hanno riguardato appunto interventi sul Traforo e che hanno destato grande allarme sociale e numerosi interrogativi». Il presidente della Commissione Vigilanza quindi chiede di conoscere i motivi che hanno portato a questa necessità operativa, le modalità di gestione dell’intervento e gli eventuali impatti che le attività previste potrebbero avere sulle infrastrutture e sull’ambiente circostante. (u.c.)