Pasqua per 5mila sfollati: la festa diventa regionale

23 Aprile 2022

Domani a Pineto si raduneranno centinaia di fedeli ucraini con padre Anatoli  La giornata di preghiera con i bimbi fuggiti da Mariupol, città distrutta dai russi 

Festeggeranno la Pasqua ortodossa a quasi tremila chilometri dalle loro case, in Ucraina, ma per un giorno i profughi scampati alla guerra e arrivati in Abruzzo potranno smettere di pensare all’orrore delle bombe e godersi una giornata di festa e di preghiera.
Sarà un giorno speciale soprattutto per i 12 bimbi scappati dalle bombe di Mariupol, la città martire dell’Ucraina sud occidentale ormai preda dei russi, e approdati a Pineto. Solo in questo comune sono circa 170 i profughi ucraini accolti (e molti arrivano proprio da Mariupol), ma la celebrazione di domani coinvolgerà tutta la Regione.
Sono attesi ucraini anche da Pescara, L’Aquila, Chieti e non solo per celebrare la Pasqua ortodossa.
E toccherà a padre Anatoli Grytskiv, di origine ucraina, rettore della chiesa ortodossa dei santi Costantino ed Elena di Chieti, recitare le preghiere per la Pasqua di fronte alla platea degli sfollati: lui che è un punto di riferimento per la comunità ortodossa abruzzese ed è attivissimo sin dai primi giorni della guerra nella raccolta di materiali e beni di prima necessità da inviare ai profughi ucraini.
UNA PASQUA SPECIALE
Domani, per i profughi giunti in Abruzzo, sarà una giornata speciale: dalle 17 alle 19, nel Parco della Pace di Pineto, potranno festeggiare la Pasqua ortodossa e vivere un momento di festa insieme gli abruzzesi che hanno offerto loro una casa e i beni di prima necessità. Ma non sarà solo una cerimonia religiosa, ma anche l’occasione per dare spensieratezza a chi vive ancora con il peso della guerra sulle spalle. Soprattutto i bambini di Mariupol, che saranno parte attiva della cerimonia.
L’iniziativa è stata messa in piedi dalla comunità ucraina presente a Pineto guidata dall’associazione culturale ucraina in collaborazione con l’associazione “Gioia”, che ha sede a Pescara. I protagonisti saranno proprio i bimbi fuggiti da Mariupol, che domenica scorsa hanno festeggiato la Pasqua cattolica e oggi stanno preparando anche la celebrazione ortodossa. Per loro sarà un momento di svago: stanno preparando disegni a tema e dipingendo i dolci tipici della festività. Alla festa sono attesi ucraini da tutto l’Abruzzo: la voce si è già sparsa tra i comuni e sarà l’occasione per stringersi insieme in un momento di preghiera. Il programma prevede anche testimonianze ed esibizioni di artisti ucraini accolti sul territorio abruzzese in queste settimane. L’iniziativa è stata sostenuta dal Comune di Pineto e dal sindaco Robert Verrocchio. Interverranno anche sindaci e amministratori ucraini rifugiati in Italia e presenti sul territorio.
«La comunità pinetese ha dimostrato tutta la sua sensibilità», sottolinea il sindaco Verrocchio, «dai cittadini che hanno ospitato profughi nelle famiglie fino agli operatori che stanno ospitando ucraini, passando per le raccolte di beni di prima necessità. Siamo quindi felici di ospitare la ricorrenza della Pasqua ortodossa a Pineto con gli ucraini qui presenti da anni e con gli ospiti fuggiti dal conflitto in corso». Molti ucraini hanno già partecipato alla Messa della Pasqua cattolica, domenica scorsa, proprio in segno di rispetto e amicizia tra due fedi religiose che in questo momento, almeno in Abruzzo, sono più vicine che mai.
LA TRAGEDIA SCAMPATA
I protagonisti della festa di domani saranno dunque i bambini ucraini.
Molti di loro vivono a Pineto già da un mese, dopo aver scampato una tragedia nell’inferno di Mariupol. Sono riusciti a fuggire sfruttando i primi corridoi umanitari tra l’11 e il 24 marzo, grazie al grande cuore degli abruzzesi e degli ucraini che da anni vivono nella nostra regione. «Siamo andati alla frontiera io, mio marito Piero Natale, e altri abruzzesi per dare una mano ai profughi», spiega Nataliya Nevalenna, che ha fatto da perno per l’accoglienza dei profughi in Abruzzo con la sua associazione “Gioia” che è in prima linea nell’organizzazione della festa di domani per la Pasqua ortodossa. La piccola delegazione è riuscita a entrare nella zona franca tra Polonia e Ucraina, scaricando gli aiuti raccolti in Abruzzo e portando in salvo i profughi che scappavano da Mariupol.
In gran parte, si tratta didonne con i loro bambini: molte di loro non hanno notizie dei loro mariti perché sono stati deportati in Russia. Ma oltre ai mariti, ci sono anche tutti i loro parenti e le loro case tra le macerie di Mariupol, di cui i profughi non hanno più notizie.
L’INTEGRAZIONE DIFFICILE
Ecco perché la giornata di domani sarà fondamentale per ridare speranza ai profughi. Soprattutto ai bambini che stanno cercando di rifarsi una vita in Abruzzo. Molti di loro già vanno a scuola e stanno frequentando le attività sportive di pomeriggio. Uno di loro, due giorni fa, è stato protagonista di un episodio spiacevole: nella scuola primaria Calvano dell’istituto comprensivo Giovanni XXIII di Pineto al suono della sirena per un’esercitazione antincendio, ha rivissuto l’incubo della guerra ed è fuggito terrorizzato. «Non è facile per questi bambini tornare alla normalità», ammette Nataliya, «molti di loro avevano paura a girare per le stanze degli alberghi dove dormono e chiedevano se ci fosse il coprifuoco anche qui da noi. Abbiamo deciso di organizzare questa giornata di festa proprio per restituirgli un briciolo di spensieratezza».