Pasti in bianco a scuola: tornano le prenotazioni con il telefonino

15 Ottobre 2019

I genitori non si devono più rivolgere agli insegnanti per chiedere di cambiare il menù ai propri figli Soddisfatti i sindacati: «Così si pone fine al caos, impensabile attribuire la responsabilità alle maestre»

PESCARA. Dietrofront del Comune sul sistema di prenotazione dei pasti in bianco nelle mense scolastiche. I genitori non dovranno più presentare la richiesta per i propri figli agli insegnanti, ma da ieri la segnalazione può essere fatta di nuovo tramite un’app sul telefonino. App che era stata disattivata recentemente.
La novità, che interessa centinaia di famiglie, è emersa ieri mattina durante i lavori della commissione Vigilanza e controllo, presieduta da Piero Giampietro. Erano presenti i rappresentanti della Commissione mensa cittadina e quelli sindacali del comparto scuola di Cgil, Cisl, Uil e Gilda insegnanti. Nei giorni scorsi, la Fp Cisl aveva inviato una diffida al Comune con l’obiettivo di ottenere il ripristino del vecchio sistema di prenotazione.
«Il vice sindaco e assessore alla pubblica istruzione Gianni Santilli», ha detto Giampietro, «mi ha informato che da oggi (ieri, ndr) viene ripristinato il servizio di prenotazione del cosiddetto pasto in bianco attraverso la app E-civis. La considero una vittoria, non solo nostra, ma del buonsenso. Dal primo momento, come consiglieri di opposizione, abbiamo denunciato che la rinuncia alla prenotazione via app sul telefonino era un passo indietro che complicava inutilmente la vita delle famiglie e ora lo ha capito anche la giunta».
«Nei giorni scorsi», ha ricordato il presidente, «i sindacati della scuola avevano contestato la decisione assunta dal Comune e criticata dalle opposizioni di incaricare gli insegnanti di raccogliere le segnalazioni per i pasti in bianco presentate dai genitori». «Quello che il Comune chiedeva agli insegnanti non si poteva fare», ha affermato Elisabetta Merico coordinatrice territoriale della Cisl scuola, autrice di una nota inviata nei giorni scorsi al Comune e affissa nelle bacheche delle scuole, «gli insegnanti sono educatori, svolgono un lavoro preciso e delicato regolamentato dal contratto nazionale. Aver preso una decisione senza coinvolgere né i dirigenti scolastici né i rappresentanti dei lavoratori, è stato un errore molto grave».
Molto critico anche il segretario della Flc Cgil Nicola Trotta. «Immaginiamo», ha commentato, «che cosa sarebbe potuto avvenire nelle scuole dell’infanzia con un insegnante che, da solo, deve accogliere 24-25 bambini tra i 2 anni e mezzo e i 6. Avrebbe dovuto parlare con i genitori e seguire le attività dei piccoli. Proprio nelle prime ore di lezione avrebbe dovuto raccogliere le segnalazioni per il pasto in bianco e comunicarlo alla ditta che gestisce le mense. Una cosa impensabile». «Inoltre», ha aggiunto il segretario della Uil scuola Fabiola Ortolano, «non capiamo con quali criteri avremmo dovuto valutare, in questo frangente, la “adeguata motivazione” della richiesta del pasto in bianco come preteso dal Comune». «Quando il Comune avrà poteri che vanno oltre il contratto nazionale, allora ne riparleremo», ha concluso Mario Cavalcanti della Gilda insegnanti.
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