Patto tra le istituzioni contro la violenza

Firmata l’intesa tra Comune, Tribunale, Asl e associazioni per potenziare la rete di assistenza e protezione sul territorio
PESCARA. Dopo 20 anni è stato aggiornato il protocollo d’intesa della Rete interistituzionale antiviolenza, sottoscritto per la prima volta nel 2004. Tanti gli enti e le realtà che il Comune ha messo intorno a un tavolo per affrontare in maniera sinergica un fenomeno dilagante. Il protocollo, su cui ha lavorato a lungo l'assessorato alle Politiche sociali guidato dal vice sindaco Adelchi Sulpizio (dirigente Marco Molisani), è stato sottoscritto per il Comune dal sindaco Carlo Masci. Della Rete fanno parte il tribunale di Pescara, il tribunale per i minorenni dell’Aquila, la Procura della Repubblica, la Asl, il Centro antiviolenza Ananke, il Centro uomini autori di violenza (Cuav), la polizia locale, l'università D’Annunzio, l’ufficio scolastico provinciale, l’Ordine degli assistenti sociali, degli avvocati, dei medici chirurghi, degli odontoiatri e degli psicologi, gli enti del terzo settore. Partecipano alla rete anche la prefettura e le forze dell'ordine che firmeranno in un secondo momento.
Il protocollo è strutturato su due livelli, uno più operativo e uno finalizzato alla sensibilizzazione. Il primo livello coinvolge tutti i soggetti che «creeranno e gestiranno la presa in carico delle donne che subiscono violenza attraverso percorsi integrati di accoglienza, sostegno e protezione». Il secondo livello, che coinvolge più soggetti, prevede «attività di informazione, sensibilizzazione, formazione, ricerca e monitoraggio programmate annualmente nell’ambito delle attività della rete antiviolenza cittadina». Per ognuno dei due livelli sarà attivo un tavolo di lavoro con incontri periodici. «Questo non è solo un protocollo di intesa, ma un atto dal forte valore politico, inteso come valore per la città, per la comunità. In questi venti anni è stato fatto un lungo percorso e oggi mettiamo insieme tutti gli attori che da sempre operano sul territorio, ciascuno con la propria competenza per un think tank continuo», ha detto Masci. «Fino a quando si parlerà di violenza sulle donne la società non si potrà definire civile e se è vero che solo insieme si contrasta il fenomeno, questi tavoli hanno il senso di unione forte. Oggi firmiamo convinti del fatto che il protocollo è utile per mettere a confronto tutte le idee necessarie per combattere la violenza».

