Pavimento in marmo e camino: ai senzatetto la casa della malavita

23 Maggio 2020

L’immobile ristrutturato in via Aterno ospiterà 4 clochard Gli ospiti scelti da On the Road seguiranno corsi e laboratori

PESCARA. Pavimento in marmo lucidissimo. Una sala comune con caminetto. Cucina, due camere e una stanza da bagno. Si presenta con tutti i comfort l’alloggio che il Comune ha messo a disposizione di persone senza fissa dimora. Ieri mattina è stato consegnato il primo di 4 appartamenti confiscati alle mafie, che dai prossimi giorni ospiteranno 19 clochard. Il piano terra dell’immobile di via Aterno 208 accoglierà 4 persone nell’ambito del progetto “Abitare i luoghi. Vivere in Comunità”.
A novembre il consiglio comunale aveva acquisito nel patrimonio 27 beni sequestrati alla criminalità organizzata. Tra questi comparivano, oltre all’appartamento di via Aterno 208, anche immobili in via Sacco 253 con 6 posti letto, in via Tevere 1 di 4 e, sempre in via Aterno ma al civico 300, con una capienza di 5 persone.
«C’è da essere veramente orgogliosi», ha commentato il sindaco Carlo Masci, «per essere riusciti in soli sei mesi a completare un intervento che dà una riposta importante, con pochi casi simili in Italia, alla richiesta di aiuto che ci giunge da un mondo spesso dimenticato come quello dei senzatetto, dei senza identità sociale. Insieme alle associazioni abbiamo individuato le necessità per coprire la filiera del disagio sociale».
Il progetto, del costo complessivo di 519mila euro, è finanziato dal Programma operativo nazionale (Pon) Inclusione, e dal Pon per la fornitura di prodotti alimentari e assistenza materiale di base. L’amministrazione ha provveduto a rimettere a posto gli appartamenti con un intervento di ristrutturazione per 40.500 euro e di arredamento per 36.800 euro.
Alla consegna, oltre al primo cittadino, erano presenti gli assessori alle Politiche sociali Adelchi Sulpizio e all’Associazionismo sociale Nicoletta Di Nisio, la presidente della commissione Politiche sociali Maria Rita Carota e Massimo Ippoliti, referente del progetto per l’associazione On The Road. «È un progetto di innovazione perché riusciamo a riportare la persona al centro», ha affermato Ippoliti, «restituendo una dimora a queste persone, eliminiamo gli ostacoli nel percorso di reinserimento, legati alla condizione di marginalità. Attraverso tirocini formativi, laboratori e lavori di gruppo, il cammino di inserimento diventa più funzionale e fruibile».
On the Road ha individuato i 19 beneficiari e, attraverso un team multidisciplinare, svilupperà tirocini, laboratori occupazionali e percorsi di affiancamento per la costituzione di microimprese artigianali. Oltre al sostegno nell’inclusione abitativa, un’unità di strada offrirà supporto e beni di prima necessità alle persone senza fissa dimora. «Siamo davvero contenti», ha aggiunto l’assessore Sulpizio, «perché siamo riusciti a dare una nuova funzione sociale a immobili requisiti alla criminalità. Se oggi siamo stati in grado di procedere con il progetto, è merito dello staff comunale, che ha espletato tutte le pratiche per consentire la ristrutturazione, l’arredamento e l’abitabilità degli immobili, senza fermarsi nemmeno in pieno lockdown».
Prima di essere accolti negli appartamenti, i beneficiari sono stati sottoposti a tampone preventivo per verificare la negatività al Covid-19. «Non abbiamo lasciato niente al caso per far sì che questa operazione si svolga in condizioni di massima sicurezza», ha dichiarato l’assessore Di Nisio. Ha parlato di «risposta concreta all’emarginazione» la presidente di commissione Carota, «con questa azione ci si prende cura di chi sta più indietro, in difficoltà, con delle regole di convivenza».
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