Pazienti anche nei corridoi e un infermiere ogni 16 degenti

Geriatria, l’allarme del sindacato. Palestini (Fsi): «Posti letto oltre il consentito e turni massacranti» Il primario: «Sto spingendo per avere più personale e so che il direttore generale si sta dando da fare»
PESCARA. Quattro infermieri e quattro operatori socio-sanitari per circa 65 degenti, un infermiere e un Oss ogni 16 pazienti. Succede nell’Unità operativa di Geriatria dell’ospedale dove la sproporzione tra personale e posti letto è diventata insostenibile. Torna a denunciarlo la Federazione sindacati indipendenti di Pescara, con la segretaria Stefania Palestini: «Ormai si lavora con il minimo del personale infermieristico e di supporto, con turni massacranti, continui salti di riposo e una sistematica aggiunta di posti letto oltre il consentito, che mettono in pericolo la prestazione lavorativa e la sicurezza dei pazienti».
Secondo quanto denuncia Palestini, infatti, i corridoi dove sonolasciati i pazienti in esubero «sono privi di prese per l’ossigenoterapia, campanelli per la chiamata di emergenza personale e aspiratori a muro, e senza bombole di ossigeno ai piedi del letto, dove spesso vengono fatte trasfusioni ai pazienti lungo i corridoi. Una situazione ormai insostenibile da parte dei lavoratori, che chiedono un forte intervento della dirigenza affinché vi sia una programmazione del lavoro non improvvisata, ma programmata con le reali disponibilità del personale. Ma la buona volontà e la disponibilità del personale», sottolinea la sindacalista, «hanno raggiunto il limite di sopportazione. Sono mesi che l’Azienda sanitaria fa finta di non capire che la situazione è ormai al collasso, mentre non esistono più le condizioni affinché i lavoratori possano garantire una prestazione lavorativa sicura, per loro e per gli utenti».
Proprio a tutela degli operatori e dei pazienti, la Fsi chiede all’Azienda sanitaria di «eliminare i posti letto bis in corridoio, eventualmente di limitarli alle situazioni minime di emergenza e contestualmente di adeguare, proporzionalmente ai posti letto, il numero di personale sanitario infermieristico e di operatori socio sanitari. La Fsi», annuncia la segretaria Palestini, «non esiterà a denunciare eventuali irregolarità a tutela dei lavoratori».
«So che il direttore generale si sta dando da fare», commenta il primario dell’Unità complessa di geriatria, Emilio Simeone, «e io stesso sto spingendo affinché ci diano più personale, perché è vero, il numero standard dei nostri posti letto, 46 più gli otto attivati due anni fa, vengono ampiamente superati. Siamo arrivati anche ad avere 70 pazienti, appoggiati anche in altri reparti, e questo sempre con quattro infermieri e quattro Oss, divisi tra le due ali, nord e sud». Una sproporzione di cui il primario è ben a conoscenza e che, dice, «potrebbe essere affrontata con un turno minimo di tre infermieri e tre oss per ogni ala, ma questo almeno per far fronte all’emergenza e in attesa di risolvere il problema definitivamente». Affinchè questo avvenga, Simeone spiega: «Stiamo aspettando che venga attivato l’atto aziendale, e che la Regione sblocchi i concorsi che consentano di assumere più personale. Ma i tempi dipendono dalla politica e ancor più dalla burocrazia. Intanto però si stanno favorendo le mobilità in entrata e in uscita, e la direzione generale continua a servirsi delle agenzie interinali in caso di necessità. Anche se poi», afferma il primario, «nel caso degli interinali, spesso ci si trova di fronte a lavoratori che non hanno esperienza diretta in reparto e bisogna affiancarli».
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