Pazienti Covid, finiti i posti letto: sulle ambulanze in attesa per ore

Ieri per i contagiati lunghe attese sui mezzi dell’emergenza prima di poter entrare in pronto soccorso Ma nei reparti di area medica si è superato il blocco degli accessi con le dimissioni e i nuovi ricoveri
PESCARA. Rientra un’emergenza e ne scoppia un’altra, all’ospedale di Pescara, dove non ci sono più posti letto disponibili per i positivi al Covid, dopo l’esplosione dei contagi, e ieri l’accesso al pronto soccorso per chi ha contratto il virus è stato contrassegnato da una lunga attesa. Un segno ulteriore che sono giorni difficili, allo “Spirito Santo”. Lo dimostra il fatto che ieri alcune ambulanze con pazienti Covid a bordo hanno aspettato ore prima di poter entrare al pronto soccorso, dove in tarda mattinata c’erano oltre 45 pazienti, nella zona riservata al Coronavirus, da smistare per essere trattati. Oltre questi, i pazienti non Covid, per un totale di circa un centinaio di persone.
«Nei prossimi giorni», ha annunciato ieri il direttore sanitario della Asl Antonio Caponetti, «si troveranno altri spazi» da mettere a disposizione dei reparti, considerata la necessità di posti letto, che continua a crescere, per positivi e non.
Nello stesso tempo, però, nelle ultime ore di questa settimana è stato superato un altro problema. Tra il 5 e il 6 gennaio al pronto soccorso si era accumulato un numero eccessivo di malati, affetti non dal Covid ma da altre patologie, che i reparti non riuscivano ad assorbire, per il ricovero. Per fronteggiare questo iper-afflusso, nella tarda mattinata del 6 gennaio i vertici della Asl hanno imposto uno stop ai ricoveri dell’area medica-geriatrica, disponendo il trasferimento in altri ospedali dei malati destinati al pronto soccorso di Pescara ma assicurando comunque l’accesso in ospedale ai casi più gravi e alle urgenze. Nel giro di 48 ore, effettuando una serie di dimissioni, prime tra tutte quelle nel reparto di Geriatria, si sono creati posti letto liberi e sono stati effettuati i ricoveri di chi era in attesa, smaltendo un po’ per volta la “coda” che si era creata prima dell’Epifania e che aveva costretto a bloccare determinati accessi.
Una situazione non nuova, visto che il 9 dicembre le condizioni erano identiche e anche allora era stato necessario mettere in atto la stessa strategia, con il supporto del 118 e delle associazioni che hanno aumentato le ambulanze in servizio per il trasporto in altri ospedali, a partire da quelli di Penne e Popoli, e poi Atri e Chieti.
«La prossima settimana», ha specificato Caponetti, «dovremo trovare altri spazi, per i pazienti “puliti”, non Covid, e per i pazienti Covid, che sono in aumento, perché al momento siamo pieni, sul fronte Covid. La situazione è diversa rispetto all’anno scorso, perché c’è necessità di posti letto per gli uni e per gli altri. Un anno fa, invece, c’erano pochi “puliti” e molti Covid. Gli altri reparti, comunque, stanno funzionando regolarmente e anche nelle 48 ore di stop agli accessi per determinate patologie, abbiamo comunque assicurato il ricovero ai casi più gravi».
Per quanto riguarda i pazienti Covid la Asl rassicura chi ha bisogno di cure. «A tutti viene assicurata la visita al pronto soccorso. Molti arrivano in codice verde», quindi in condizioni non gravi, «per cui si avvia la terapia e poi vengono rimandati a casa. Altri, invece, vengono trattati al day hospital. E altri ancora, infine, vengono trattenuti per il ricovero». Quella che comincia domani è una settimana cruciale, per fronteggiare la necessità di ulteriori spazi e garantire un accesso fluido ai malati.
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