Pd e Sel: «Clamoroso, lobby sconfitte in soli 20 giorni»

18 Ottobre 2014

MONTESILVANO. Il ritiro delle dimissioni da parte del sindaco Maragno alimenta polemiche nei gruppi di minoranza, a cominciare dal Pd. «Siamo fortemente delusi e rammaricati dall’esito di questa...

MONTESILVANO. Il ritiro delle dimissioni da parte del sindaco Maragno alimenta polemiche nei gruppi di minoranza, a cominciare dal Pd. «Siamo fortemente delusi e rammaricati dall’esito di questa vicenda», commenta la segretaria cittadina, Romina Di Costanzo, secondo la quale Maragno tradisce, con il suo agire, l’appellativo di “uomo di parola e non di parole”.

«Ci aspettavamo che il tempo trascorso fuori dal municipio prima del suo prevedibile ritorno, avvalorato dal suo voto in Provincia», prosegue, «gli fosse almeno servito a elaborare un rinnovato progetto per la città anziché la banale riconferma della poltrona vacante». Di Costanzo evidenzia «l’inadeguatezza» del sindaco citando, a esempio, la «magra figura delle manifestazioni estive», i licenziamenti del Considan, il proseguimento dei lavori della filovia, il «flop della ludoteca estiva» e il cattivo stato del depuratore. «Ma l’ombra più inquietante che ha lasciato Maragno su questa città», dichiara Di Costanzo, «è stata la rievocazione di cabine di regìa, lobby e poteri forti che hanno compromesso la sua serenità amministrativa, ma senza dare un seguito circostanziato con nomi e fatti».

Non usa giri di parole, poi, il coordinatore provinciale di Sel, Daniele Licheri: «Il sindaco ha dimostrato di essere un pagliaccio. Ha parlato di lobby che sono improvvisamente scomparse e siamo esterrefatti che sia riuscito a sconfiggere la mafia in appena 20 giorni. Delusione anche per il comportamento di Di Stefano e per quello dei grillini». Ad intervenire è anche il coordinatore regionale di Forza Nuova, Marco Forconi, che sottolineando come «non c’era nessuna lobby da contrastare» e che si è trattato solo «di un clamoroso gesto personale, più che politico», ricorda come Fn non abbia mai voluto «accordi pre e post elettorali con soggetti politici e umani a spiccata propensione al riciclo». (a.l.)

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