Pd, scontro tra candidati per la corsa alla Regione

L’assessora Di Carlo attacca Di Marco e la Kechoud per la tragedia di Rigopiano «Disponibile a correre solo se tolgono dalla lista l’ex presidente della Provincia»
PESCARA. È scontro nel Pd per la corsa alla Regione. Ieri, ad appena 24 ore dalla riunione del coordinamento provinciale per decidere una rosa di nomi di Pescara per il voto del 10 febbraio, è scoppiata una lite tra alcuni dei dieci politici che hanno dato la loro disponibilità a candidarsi, mentre i posti sono solo sette. L’assessore comunale Simona Di Carlo ha attaccato pesantemente l’ex presidente della Provincia Antonio Di Marco e ha lanciato qualche bordata anche alla consigliera comunale Leila Kechoud.
Probabilmente la riunione che si è svolta sabato mattina nella sede del Pd di via Lungaterno, prima della convention di Giovanni Legnini, ha fatto emergere vecchie ruggini e attriti tra alcuni esponenti dei dem. Ma lo scontro tra l’assessore, l’ex presidente della Provincia e la consigliera comunale ha però risvolti ben precisi, ossia la tragedia dell’hotel Rigopiano, il 18 gennaio 2017, in cui sono morte 29 persone sotto una valanga e una delle vittime era il fratello di Simona Di Carlo. Per quella vicenda è stato indagato anche Di Marco, mentre la Kechoud, il 7 novembre scorso, è stata ascoltata in procura come persona informata dei fatti, in quanto era anche allora consigliera provinciale. E la Di Carlo non ha mai nascosto il suo risentimento nei confronti dell’ex presidente per come si è comportato quel giorno della tragedia.
Così ieri non ha risparmiato parole durissime. «La mia disponibilità a candidarmi», ha subito messo in chiaro, «rimane solo se tolgono immediatamente dalla lista Antonio Di Marco. Mai potrei essere candidata insieme a lui per l’Abruzzo, perché ha già dimostrato di essere incapace e dovrebbe essere lui stesso a fare un passo indietro nel rispetto di noi familiari. Ad oggi, ancora non comprendiamo il motivo di questo ostinato comportamento di Di Marco, che ancora pensa di essere indispensabile per la politica e per la gestione della cosa pubblica». «Per lui», ha proseguito la Di Carlo, «non è stata chiesta l’archiviazione per la vicenda di Rigopiano, dovrebbe quindi fare un passo indietro per il bene della nostra collettività. Io sono per il “mai più” ed è per questo che confido nel giudizio obiettivo del mio partito per accettare ed escludere candidature per motivi palesi e oggettivi». «Sono palesemente incompatibile con il signor Di Marco», ha scritto a caratteri cubitali sul suo profilo Facebook. Ieri, Il Centro ha cercato di avere una replica da Di Marco contattandolo telefonicamente e tramite sms, ma lui non ha risposto.
Non sono mancate alcune stilettate anche alla consigliera comunale e provinciale. «Sono sorpresa anche della Kechoud, con la quale mi incontro tutti i giorni in Comune e che considerava impossibile la sua candidatura alla Regione perché non alla sua altezza», ha affermato, «ma non posso sottolineare con stupore che questa sua candidatura è emersa esattamente dopo che è stata ascoltata in procura sulla vicenda di Rigopiano. In quell’occasione lei ha puntualmente escluso qualsiasi coinvolgimento del senatore Luciano D’Alfonso nella tragedia dell’hotel».
L’attacco dell’assessore è poi proseguito. «Mi chiedo: ma questa è la lista del Pd?», ha sottolineato, «io non parlo con la Kechoud, lei non parla con Di Marco, io non parlo assolutamente con Di Marco e come si potrebbe ipotizzare una squadra forte per irrompere alle regionali?». La Di Carlo ha poi concluso così: «La mia candidatura non è una sorpresa. Voglio con tutte le mie forze e la determinazione affrontare una battaglia così dura».
Ora la palla passa al Pd che dovrà scegliere chi candidare escludendo tre dei politici della rosa. Hanno proposto la loro candidatura, oltre a Di Carlo, Kechoud e Di Marco, anche l’ex deputata Vittoria D’Incecco, la vice sindaco di Spoltore Chiara Trulli, l’ex parlamentare Antonio Castricone, il vice sindaco di Pescara Antonio Blasioli, l’assessore anche lui di Pescara Giacomo Cuzzi, il segretario della sezione Pd di Penne Andrea Vecchiotti, il capogruppo alla Regione Alberto Balducci.
Ieri sulle candidature è intervenuto anche il segretario cittadino del Pd Moreno Di Pietrantonio. «Esprimiamo grande soddisfazione per la straordinaria partecipazione alla manifestazione per la candidatura di Legnini», ha commentato, «in queste ore siamo impegnati come Pd a formare una lista di candidati, la più forte e rappresentativa possibile. Stiamo svolgendo soprattutto un lavoro politico, rinunciando a candidature sia pure richieste da più parti, anche perché siamo impegnati su Pescara, dove a maggio si voterà». E tra i candidati al Comune potrebbe esserci Di Pietrantonio.
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