Pediatri: dove portare i bimbi al mare

Dieci comuni abruzzesi riconquistano la Bandiera verde delle località sicure e con servizi
PESCARA. Quali sono le località costiere più adatte ai bambini? A offrire una risposta a questa domanda, da qualche anno, ci pensano i pediatri italiani che assegnano la Bandiera verde alle località a misura dei più piccoli. L’Abruzzo ne ha dieci, mediamente una ogni 13 chilometri: record nazionale. Tra le 148 località italiane, hanno infatti riottenuto il vessillo anche nel 2022 (sarà consegnato soltanto il 9 luglio prossimo) Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi, Montesilvano, Pescara, Ortona e Vasto.
Spiega sul sito web ufficiale dell’iniziativa, che va avanti dal 2008 coinvolgendo migliaia di medici, l’ideatore e noto pediatra Italo Farnetani: «L’obiettivo è aiutare le famiglie a scegliere le località di mare, meta preferita per chi ha bambini, per trascorrere il periodo di vacanza nel modo più idoneo e sicuro, in base alle valutazioni dei pediatri, in modo tale che genitori e figli possano trarre i maggiori vantaggi dalla vacanza, con benefici per la salute e la crescita. I requisiti necessari sono la presenza di spiaggia con sabbia, spazio fra gli ombrelloni per giocare, acqua che non diventi subito alta in modo che possano andare in sicurezza in acqua, presenza degli assistenti di spiaggia, attrezzature dedicate ai bambini, e opportunità di divertimento per i genitori (negozi, ristoranti, bar, strutture sportive). Per la qualità delle acque e la possibilità di balneazione ci siamo riferiti sempre alle strutture istituzionali e pubbliche: le ordinanze dei sindaci e le rilevazioni delle Arpa regionali (in Abruzzo l’Arta, ndr), che sono le strutture preposte ai controlli».
Quindi ancora: «L’analisi delle scelte effettuate in anni dai pediatri dimostra una linearità e concordanza di giudizio infatti sono state sempre privilegiate le località più animate. La scelta ha una motivazione scientifica perché il bambino e l’adolescente hanno bisogno di stare in mezzo alla gente, anche in mezzo al rumore, in mezzo a offerte di divertimento e di opportunità turistiche, perciò quando è possibile anche dell’animazione e del gioco di gruppo, sia perché dopo i tre anni il bambino ha bisogno di aggregarsi con i coetanei, per questo non ha bisogno di stare isolato, ma al contrario in mezzo alla gente dove possa incontrare nuovi amici. È opportuno che i bambini, fin dalla nascita, ricevano stimolazioni acustiche, sonore, di nuovi volti, di nuove persone, di nuove voci, perciò anche della confusione che per i bambini e gli adolescenti è importate perché fornisce stimolazioni indispensabili per lo sviluppo del sistema nervoso».
E per chi ha figli con meno di sei anni? «Se il genitore lo gradisce può andare, nelle spiagge più isolate, ma solo fino a che il bambino ha meno di sei anni, perché fino a tale età i bambini amano giocare soprattutto con i genitori», spiega Farnetani. (l.t.)

