Penne, in 200 alla protesta per salvare il San Massimo

Manifestazione dei cittadini per contestare i tagli ai posti letto dell’ospedale Il coordinatore del movimento Lotta per la sanità: «Ora intervenga il Comune»
PENNE . Duecento manifestanti hanno sfidato il caldo rovente di ieri e si ritrovati in piazza Luca da Penne, alle 15,30, per una simbolica e pacifica protesta contro i tagli e le riduzioni all'ospedale San Massimo di Penne. Ad organizzare la protesta è stato il movimento Lotta per la sanità vestina, coordinato da Gabriele Frisa. Ad aprire la manifestazione una simbolica posa del mattone da parte degli organizzatori, a ricordare le promesse di avviare quanto prima i lavori di ristrutturazione dell'ospedale.
«Sono vent'anni che a Penne si fanno promesse e nient'altro. È ora di finirla. Non si possono ricordare del nostro ospedale solamente quando c'è l'emergenza Covid-19. I vertici Asl e della Regione Abruzzo devono capire che il presidio del San Massimo rappresenta il primo e ultimo baluardo della sanità per il territorio vestino», ha detto Frisa. All'incontro ha preso parte anche Marco Fars, delle Brigate di solidarietà attiva. «Non ci si può ricordare di infermieri e medici solamente durante la pandemia. Un ospedale va tutelato, vanno messe a disposizione professionalità, strumenti e reparti», ha chiarito Marco Fars. Gabriele Frisa ha fatto anche sapere che la protesta del suo movimento proseguirà anche nelle prossime settimane. «Credo che intorno al 30 luglio manifesteremo di nuovo. Faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità per cercare di fermare lo smantellamento, tassello dopo tassello, del nostro ospedale. Da anni assistiamo impotenti a tagli di posti letto, ridimensionamenti di reparti e servizi e tagli al personale. È ora di finirla», ha detto ancora Frisa. «L'ultimo taglio in ordine di tempo è avvenuto con la sospensione per tutto il periodo estivo del medico di guardia notturna per il reparto di Medicina. Hanno giustificato la decisione adducendo come al solito la necessità di mandare in ferie i pochi medici operativi del reparto. Hanno iniziato così anche anni fa con il reparto del punto nascite e poi sappiamo come è andata a finire», attacca Gabriele Frisa.
«Asl e governo regionale non hanno mantenuto le promesse. Il presidente Marsilio durante la campagna elettorale aveva promesso di riportare in auge l'ospedale S, invece ha attuato solo tagli di personale e di servizi. Anche sull'inizio dei lavori di ristrutturazione hanno detto bugie. Sarebbe il caso che anche la nostra amministrazione comunale si facesse sentire anziché assecondare le decisioni che arrivano dalla Regione».

