Penne, Pettinari (M5S) «L’ospedale risorgerà»

2 Novembre 2018

Approvato l’emendamento che deroga al declassamento degli ospedali  vicini al cratere. «Adesso la Asl dovrà riattivare anche il Pronto soccorso»

PENNE. «Sono anni che seguo la situazione dell’ospedale di Penne. Da quando sono consigliere regionale avrò fatto una settantina di accessi, conosco anche il più piccolo buco del San Massimo, così come ho conosciuto tutte le sue eccellenze prima che, una a una, venissero azzerate. Ma ora, grazie all’emendamento del Movimento 5 Stelle approvato all’interno del decreto Genova, che prevede una deroga al declassamento di quegli ospedali che si trovano nelle vicinanze del cratere sismico, l’ospedale di Penne potrà tornare a essere un ospedale di base con pronto soccorso».
A parlare è il consigliere pentastellato Domenico Pettinari, che grazie al lavoro dei consiglieri comunali di Penne del M5s Paola Maria Duttilo, Luca Falconetti e Maurizio Fidanza e a quello dei parlamentari Andrea Colletti e Gianluca Vacca, ora può dare una speranza a tutto il comprensorio vestino, ovvero a circa 56mila abitanti. «Nel 2005 il San Massimo poteva contare su tredici reparti, con pronto soccorso e rianimazione, e 185 posti letto. Adesso ha 40 posti letto di medicina e un pronto soccorso che smista tutto verso Pescara. La situazione grave riguarda l’emergenza», prosegue Pettinari «con due ambulanze in servizio: una da Penne, e l’altra da Pianella o da Catignano, che sono in servizio a turno per 12 ore al giorno. Quando è di turno Catignano, per raggiungere Farindola e poi portare il paziente all’ospedale di Pescara l’ambulanza impiega un’ora e 42 minuti. Un tempo», sottolinea il consigliere regionale «che in casi gravi equivale a morte certa. Chi in questi tredici anni ha depotenziato l’ospedale di Penne e cancellato il diritto alla salute alle famiglie che vivono nelle nostre aree interne adesso vorrebbe far credere che sta facendo di tutto per salvare i piccoli ospedali. Ci vorrà tempo, ma stiamo lavorando anche al superamento del decreto Lorenzin».
Sul futuro del San Massimo Pettinari si dice più che convinto: «Manca un ultimo passaggio al Tavolo di monitoraggio, dove i tecnici dei ministeri della Salute e dell’Economia hanno già dato parere favorevole, e l’ospedale di Penne risorgerà, tornando alla funzione di ospedale di base. A questo punto la direzione generale Asl, su input del governo regionale, dovrà assumersi le sue responsabilità e ripristinare i servizi dovuti nel presidio vestino. Il cittadino di queste zone non è più sicuro, per questo i numeri degli accessi stavano crollando. L’ospedale di Penne inoltre rappresentava anche una fonte di ricchezza economica», conclude Pettinari «e il suo funzionamento riporterà anche ossigeno all’indotto locale».
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