«Penne, recuperate i 22 posti letto di Medicina»

30 Luglio 2020

Proposta del segretario regionale Fials Pasqualone: andrebbero accorpati alla Geriatria di Pescara

PENNE. Il futuro dell’ospedale San Massimo continua a tenere banco. Dopo la presentazione ai medici del San Massimo del nuovo direttore generale della Asl, Vincenzo Ciamponi, il segretario regionale Fials, Gabriele Pasqualone, ha voluto sottolineare alcune criticità dell’ospedale pennese che dovranno essere risolte.
«La popolazione vestina è stanca di chiacchiere e dello scaricare ad altri le proprie responsabilità», attacca Pasqualone. «Si passi immediatamente a fatti concreti, in primis alla riapertura del reparto di 22 posti letto di Medicina 2, ex geriatra, chiuso per carenza di personale medico».
Dopo l’emergenza coronavirus il reparto non è stato ancora riaperto. «A Pescara ci sono pazienti che aspettano nel pronto soccorso per un posto letto, mentre a Penne interi reparti sono chiusi», puntualizza ancora Pasqualone.
«Una soluzione», continua il segretario Fials, «potrebbe essere accorpare la geriatria pennese a quella di Pescara con un unico primario». Non solo la riapertura di Medicina 2, per la Fials è necessario intervenire anche su Urologia. «A Penne e nell’area vestina la percentuale di anziani è assai alta. È fondamentale la riapertura dell'ambulatorio dell'urologia chiusa perché è andato in pensione l'urologo».
«Chiediamo inoltre al nuovo manager che siano attivati immediatamente i lavori per la sistemazione dei locali del servizio Dialisi e la riapertura e del bar. Queste cose si possono fare in pochi giorni. Attendiamo segnali positivi e importanti a breve».
Per quanto riguarda la Ginecologia, inoltre, i vertici aziendali della Asl pescarese hanno fatto sapere, durante la presentazione del nuovo manager Ciamponi, che il pensionamento anticipato del dottor Vizioli sarà immediatamente rimpiazzato da una nuova figura professionale. Di certo, in attesa che il tavolo di monitoraggio (costituito dal ministero della Salute e dal ministero dell’Economia e Finanze) decida sulla rimodulazione del San Massimo da ospedale di area disagiata ad ospedale di base, al San Massimo servirà una inversione di marcia.
Oltre ad avviare la ristrutturazione della struttura sanitaria con 12,5 milioni di euro, la comunità vestina si aspetta che il San Massimo smetta di patire le carenze di personale che nel tempo si ripercuotono sull’erogazione dei servizi sanitari all’utenza. (f.bel.)
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