Penne, sequestro per 2.270 chili di olio

28 Settembre 2017

Visita ispettiva dei carabinieri forestali: scoperte grandi quantità di extravergine non rintracciabili  

PENNE. Scatta un sequestro di olio d’oliva a Penne. Il provvedimento è stato disposto in seguito a un’azione condotta dai militari delle stazioni carabinieri forestale di Atessa, in provincia di Chieti, e di Collecorvino, oltre che della stazione carabinieri del Parco di Sant’Eufemia a Majella, coordinati dal colonnello Giancarlo D’Amato.
Un’indagine disposta nell’ambito della campagna nazionale di controlli nel settore agricolo, in tema di prodotti biologici e/o a indicazione di origine protetta. I militari hanno controllato un oleificio dell’area vestina rinvenendo, sia prodotti confezionati, in bottiglie da 0,75 litri e lattine da 5 litri, sia prodotti sfusi, in contenitori di varia forma e capacità. Parliamo qui di quasi 2mila 300 chili di olio dichiarato extra vergine di oliva, privi dei dati sulla rintracciabilità alimentare.
In merito all’olio trovato in giacenza, il legale rappresentante dell’oleificio, G. G., imprenditore 67enne di Penne, presente durante la visita ispettiva, non ha mostrato alcun documento riguardante il piano di rintracciabilità alimentare, già previsto da un regolamento europeo del 2002.
Inoltre, dall’interrogazione sul registro telematico della ditta, presente sul portale del sistema informativo agricolo nazionale (Sian), precedentemente consultato dai carabinieri forestali, risultavano tre recipienti di stoccaggio, che avrebbero dovuto contenere una giacenza di 4mila 640 chili di olio extra vergine di oliva, trovati completamente vuoti, mentre un altro contenitore che durante i controlli era riempito di olio sfuso, non risultava annotato nel registro telematico.
Tra l’altro, circa 500 chili di olio presente in oleificio erano in attesa di classificazione, cioè dovevano diventare a denominazione di origine protetta (dop) o a indicazione geografica protetta Aprutino – Pescarese (Igp).
Sussistendo le infrazioni sulla rintracciabilità dei prodotti alimentari, previste dal regolamento dell’Unione europea del 2002, punite da due decreti legislativi nazionali, del 2006 e del 2016, i carabinieri forestali hanno proceduto al sequestro amministrativo di circa 2mila 270 chili di presunto olio extravergine d’oliva, elevando due sanzioni amministrative per un importo totale di € 2mila 900 euro.
«Non essendo nota la provenienza né la qualità», ha affermato il comandante del gruppo carabinieri forestale di Pescara, «dovranno essere effettuate le relative analisi chimiche e gustative per la regolare classificazione dell’olio sequestrato, in modo da scongiurare anche eventuali truffe ai danni del consumatore».
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