Penne si prepara per la processione del Venerdì santo

16 Aprile 2019

La lanterne degli incappucciati daranno il via all’alba a una delle più antiche e suggestive tradizioni abruzzesi

PENNE. La processione del Venerdì santo pennese, una delle più antiche d’Abruzzo, anche quest’anno si snoderà per le vie del centro storico accompagnata dalla presenza di migliaia di turisti e fedeli.
La suggestione delle lanterne degli incappucciati tra le viuzze del centro storico, il suono dei tamburi, i tre simulacri della passione portati in spalla per le vie cittadine rendono la processione vestina commovente ed emozionante. La liturgia del venerdì santo pennese, che affonda le sue radici nel Quattrocento, fu istituita nel 1570 dal padre cappuccino Girolamo da Montefiore.
Il documento più antico, almeno fino ad oggi, che fa riferimento alla Settimana Santa di Penne è il Codice Catena: locale strumento giuridico del XV secolo.
Come ogni anno, organizzata dal comitato processione del Venerdì santo presieduto da Antonio Mergiotti, la processione pennese vivrà un ricco programma.
Il primo appuntamento è per venerdì 19 aprile, di mattina, alle ore 4, quando dalla chiesa dell’Annunziata prenderà il via la processione degli incappucciati. Alle 8 ci sarà il giro per le vie cittadine del Premiato Gran Complesso Bandistico Città di Conversano, che poi farà base in piazza Luca da Penne, mentre alle ore 11 prenderà il via la solenne processione della Madonna Addolorata dalla cattedrale.
Alle ore 15 poi, nella chiesa dell’Annunziata, ci sarà l’esposizione del Manto e del Cristo Morto, e alle ore 16,30 per le vie cittadine risuonerà il gran complesso bandistico di Conversano.
Alle ore 19, come ogni anno, prenderà infine il via la solenne precessione del Cristo Morto dalla chiesa dell’Annunziata. Migliaia di fedeli e turisti attraverseranno tutto il centro storico, da Colle Sacro a Colle Castello, accompagnati dai più alti rappresentanti delle istituzioni religiose, civili e militari cittadine.
L’importanza e l’originalità della processione di Penne è data soprattutto dai tre simulacri che la compongono, in particolare dal gruppo ligneo della Passione e dalla coperta funebre sulla quale è adagiato il Cristo morto, “il Copertone”, ricca di ricami in oro e argento e di fili di seta variopinti applicati a una base di velluto nero. Un manufatto prezioso non solo per la sua antichità. La statua della Vergine Addolorata, ultimo simulacro che compone la processione, è invece una conocchia del XVIII secolo e la memoria popolare ricorda che, nell’800, era scortata da donne e bambine vestite di nero, le “addoloratine”.