Penne, sicura solo una scuola su quattro

5 Aprile 2017

Sos dell’assessore Campitelli: senza misure urgenti, dal prossimo anno, c’è il rischio che la città subisca un accorpamento

PENNE. Cresce di giorno in giorno l'allarme scuola a Penne e il rischio che le difficoltà strutturali possano portare a una perdita di iscritti, dunque ad accorpamenti. A confermarlo è lo stesso assessore comunale all'Edilizia scolastica, Nunzio Campitelli. «Tecnicamente, lo chiamano dimensionamento» spiega Campitelli «ed è legato al numero di iscritti. La soglia minima per la sopravvivenza degli istituti è di 500 iscritti. A oggi, sono sotto questa soglia Giardini e Marconi, anche se l'istituto comprensivo Giardini è molto vicino ai 500 iscritti. Come amministrazione comunale abbiamo chiesto agli uffici scolastici regionali e provinciali, così pure al ministro Fedeli, che non si verifichino accorpamenti». Questa possibilità esiste e soltanto un elevato numero di iscrizioni potrebbe far mantenere l'autonomia a tutti e quattro gli istituti scolastici pennesi.

Tre delle quattro scuole del capoluogo vestino hanno gravi problemi con i rispettivi edifici scolastici. La storica sede di via Caselli della Mario Giardini è chiusa dall’inizio dell’anno scolastico su provvedimento del sindaco, Mario Semproni, a seguito delle scosse dello scorso agosto e delle carenze in termini di sicurezza antisismica dell'edificio.

Oggi l'istituto Giardini è inglobato all'interno dell'edificio Paratore di via Verrotti. Il liceo Luca da Penne Mario dei Fiori ha problemi nella sede che ospita il liceo artistico dove, dal 2009, l'aula magna e altri dieci locali, tra classi e laboratori, sono inutilizzabili. Ancor peggio, se possibile, va all'istituto tecnico Guglielmo Marconi, il cui edificio storico di via Martiri Pennesi è stato interdetto dallo scorso 18 gennaio a causa del crollo parziale del tetto dell'edificio.

Da allora, i circa 450 alunni dell'istituto si dividono la piccola succursale di San Giovanni, che è una sede recentemente riqualificata,ma non riesce a contenere tutte le classi trasferite dalla sede centrale. Da tre mesi, gli alunni del Marconi sono costretti a turni pomeridiani per portare avanti i programmi didattici.

«Chiediamo una soluzione almeno per settembre» sottolinea la preside, Angela Pizzi, «i doppi turni non possono andare avanti a lungo: dobbiamo assicurare il diritto all'istruzione non solo formalmente ma soprattutto nella sostanza, restituendo a studenti, famiglie, docenti e Ata un po' di serenità. Questi tre mesi, già passati, non possono rientrare nell'emergenza. Abbiamo bisogno di soluzioni certe». Le difficoltà delle scuole di Penne, di sicuro, non sono solo un problema per studenti, insegnanti e famiglie. Perdere anche solo una scuola attraverso l'accorpamento significherebbe andare incontro all'ennesimo taglio dei servizi per la comunità vestina, dunque dare un’ulteriore spinta allo spopolamento delle aree interne.

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