Penne, Sos per il day hospital di Oncologia

31 Ottobre 2019

Solo due dottoresse si alternano nei turni. L’ex presidente Avo: «Salvaguardare reparto e pazienti»

PENNE. Sos per l’oncologia pennese dall’ex presidente Avo (Associazione volontari oncologici), Tecla Rosa. L’ex numero 1 dell’Avo vestina, che dal 2013 a novembre 2018 ha sostenuto i pazienti oncologici del day hospital del San Massimo, è preoccupata dal fatto che le due dottoresse che prestano servizio nel reparto di Oncologia si alternano nei loro turni e non sono presenti mai in compresenza.
«A gennaio scorso è andato in pensione il dottor Domenico Natale e sapevamo che sarebbe stata una grave perdita. Il problema però è sorto da luglio scorso», spiega Tecla Rosa «quando la dottoressa Durante, figura chiamata a sostituire Natale, ha iniziato a recarsi al day hospital pennese non in affiancamento alla brava dottoressa Bruna Fornarini, ma esclusivamente in sua sostituzione. Tutto ciò nonostante la mole di lavoro per l’oncologia pennese sia rimasta pressoché invariata», ha sottolineato l’ex presidente Avo.
Da un anno a questa parte pare ci sia stato solo ed esclusivamente un cambio formale nel modo in cui vengono trattati i pazienti: fino a gennaio si faceva tutto in day hospital, mentre adesso si procede in modalità ambulatoriale. Dal 2003 l’Avo ha provveduto a sistemare i locali e poi le attrezzature del day hospital del San Massimo, con particolare attenzione a ciò che poteva migliorare la qualità della vita dei pazienti: poltrone, televisori e paraventi. Il day hospital dell’Oncologia del San Massimo è stato dotato di tutto l’arredamento necessario: dai classificatori per le lastre alle scrivanie, dalle sedie agli armadi, dalla fotocopiatrice ai quadri per abbellire un ambiente di dolore. Dopo 15 anni di duro e proficuo impegno, l’Avo però ha passato la mano. «Ci siamo battuti tanto affinché l’oncologia di Penne non facesse i conti con un continuo turn over di medici, che costringe i pazienti a raccontarsi continuamente a figure diverse. Il fatto di aver ottenuto due figure mediche fisse è una cosa positiva, ma è altrettanto importante che i due medici, quantomeno due o tre volte a settimana, lavorino insieme. Mi rivolgo al sindaco di Penne Mario Semproni e all’amministrazione comunale: salvaguardiamo il nostro day hospital di oncologia per impedire che i pazienti sottoposti a chemio affrontino continui viaggi a Pescara, un calvario con soste per vomitare o riprendere fiato, come le tante esperienze ci hanno raccontato in questi anni. Di certo è cessato l’impegno dell’Avo, ma non il mio impegno per il day hospital oncologico, per il nostro ospedale e per il territorio», conclude Rosa.