Penne, uno spiraglio per il punto nascite

A Popoli resta l’allarme per il possibile taglio dei reparti, il centrodestra accusa: la Chirurgia sarà declassata
PENNE. Il futuro del punto nascite del San Massimo di Penne sembra oramai segnato. Il prossimo 30 novembre dovrebbero terminare i lavori di realizzazione di 4 nuove sale parto nella struttura ospedaliera di Pescara e il reparto pennese, a quel punto, dovrebbe essere definitivamente soppresso, così come stabilito dalla Asl di Pescara lo scorso 30 giugno. Per il Movimento per la sanita vestina, comunque, non tutto sarebbe perduto. Il recente decreto firmato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin aprirebbe infatti uno spiraglio importante alla permanenza dei punti nascita in zone svantaggiate e montane. Il decreto prevede una valutazione aggiuntiva e dovrà essere approvato dal tavolo di monitoraggio. A Penne, il Movimento per la sanita vestina torna a sperare che il San Massimo mantenga l’importante reparto.
«Il ministro Lorenzin, lo scorso 11 novembre», spiega il portavoce del comitato di protesta, Gabriele Frisa, «ha firmato il decreto grazie al quale si possono mantenere in attività nelle aree montane i punti nascita inferiori a 500 parti annui, in deroga a quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010. La condizione è che vengano mantenuti gli standard di qualità e di sicurezza previsti dalla normativa. Tocca ora alla politica locale far sì che la Regione decida di mantenere il punto nascite del San Massimo. Invito il sindaco di Penne Rocco D’Alfonso e tutti gli amministratori locali, in particolare quelli di maggioranza, a far pressione verso i rappresentanti regionali, soprattutto quelli eletti anche grazie ai voti dell’area vestina, penso agli assessori Marinella Sclocco a Donato Di Matteo e al sottosegretario Mario Mazzocca. Ricordiamo anche al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, la promessa che ha fatto di dare quanto prima avvio ai lavori di ristrutturazione del nosocomio vestino per un importo complessivo di 12 milioni di euro. Da troppo tempo l’ospedale San Massimo è costretto a fare i conti con tagli e ridimensionamenti, è ora di invertire questa tendenza per garantire a tutti i residenti dell’area vestina un giusto diritto alla salute».
In pratica le nuove norme stabilite dalla Lorenzin pongono alla base della deroga per i reparti nascita di ospedali in zone montane standard di qualità importanti. A questo punto, visto e considerato che l’area vestina è una delle peggio collegate dal punto di vista della viabilità, il San Massimo potrebbe decisamente ambire a ottenere una deroga per il proprio reparto nascite.
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