Pensionati, il conto corrente è gratuito

21 Febbraio 2018

Nessuna spesa se il reddito non è alto. Ecco come si ottiene

PESCARA . Si chiama “Conto base”, e per i pensionati che prendono meno di 18mila euro lordi l’anno, è totalmente gratuito. Per altre categorie, invece, ha un costo ragionevole. Nasce da una direttiva europea del 2014 per la quale tutti, anche chi si trova in condizioni svantaggiate, devono essere messi in condizione di aprire un conto corrente. Anche perché, con le norme contro il riciclaggio e quelle per l’emersione dal “nero”, oggi è praticamente impossibile non averne uno. Le banche sono obbligate, quindi, a mettere a disposizione della clientela meno abbiente dei conti correnti “basic”. Ovviamente, anche le operazioni che è possibile svolgere con conto sono limitate.
CHI NE HA DIRITTO. Possono chiedere l’apertura del conto i cittadini legalmente residenti nei Paesi dell’Unione, e quindi, anche gli immigrati con permesso di soggiorno, compresi i consumatori «senza fissa dimora e i richiedenti asilo ai sensi della Convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati».
La convenzione siglata tra Abi, Poste e Bankitalia prevede canone zero per chi ha un Isee sotto gli 8mila euro e per i pensionati che percepiscono meno di 18mila euro l’anno. Per chi ha un reddito compreso tra gli ottomila e gli 11.600 euro sono previste delle spese minimali, che variano da istituto a istituto. Tuttavia, sarà un altro decreto del ministero dell'Economia, a individuare con certezza tutte le fasce svantaggiate per le quali si applicherà il canone zero. Inoltre, chi ha un reddito Isee fino a 8mila euro non pagherà neanche l’imposta di bollo, qualunque sia la giacenza. I pensionati con reddito fino a 18mila euro, invece, pagheranno i 34,20 euro per giacenze superiori a 5mila euro.
COSA PREVEDE. Per legge, il conto deve consentire il «versamento di fondi, prelievo di contanti; esecuzione e ricezione di operazioni di pagamento». Il conto di base, tuttavia, prevede un numero limitato di operazioni annue che si possono effettuare senza addebiti. Attenzione, perché se si supera quella soglia tutte le altre diventano a pagamento, sulla scorta delle tariffe vigenti e delle condizioni stabilite da ogni singolo istituto. Sul conto corrente di base non possono essere concessi sconfinamenti, né altre forme di apertura di credito. Il conto base prevede la consegna di una carta di debito (bancomat), e, ove possibile, anche il servizio di home banking. Si possono chiedere sei interrogazioni allo sportello bancario sui movimenti del conto corrente, fare sei prelievi (sempre allo sportello), mentre i prelievi all’Atm della banca sono illimitati. Negli Atm di altre banche ne sono permessi 12.I Rid sono illimitati, mentre per il pagamento di mutui e rate varie sono consentite 12 operazioni. È previsto l’inoltro di 4 estratti conto e una comunicazione di trasparenza. Tutte le operazioni al di fuori di questo range si pagano, ma la banca non può imporle.
COSA NON PREVEDE. Chi apre il conto base non potrà avere il libretto degli assegni, né la carta di credito. Inoltre, non vi potrà depositare titoli. Va da sé, che non potrà andare in rosso, e in caso di giacenza, non è previsto il pagamento degli interessi.
I FURBETTI. Le banche (o le Poste), possono recedere se «il consumatore ha usato intenzionalmente il conto per fini illeciti», oppure, se al 31 dicembre di ogni anno il conto risulta incapiente e non movimentato per oltre 24 mesi consecutivi». Il conto può essere chiuso dalla banca anche quando il consumatore ne abbia ottenuto l’apertura sulla base di informazioni errate, oppure se non soggiorna più legalmente nell'Unione europea. Se il consumatore apre in Italia un altro conto di pagamento con caratteristiche diverse, e che gli consente comunque di ottenere gli stessi servizi, il conto base deve essere chiuso.
LA BANCA PUÒ DIRE NO. L’istituto di credito può rifiutarsi di aprire un conto base qualora il richiedente non abbia i requisiti, e «fermo restando l'obbligo di osservare le disposizioni in materia di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo».