Pepe: «Lavorerò dall’opposizione» L’ex rettore D’Amico non ce la fa

TERAMO. Nelle parole degli sconfitti non c’è tanto l’amarezza per il risultato quanto l’orgoglio per aver affrontato una sfida titanica. Ai ringraziamenti rivolti a elettori e candidato presidente...
TERAMO. Nelle parole degli sconfitti non c’è tanto l’amarezza per il risultato quanto l’orgoglio per aver affrontato una sfida titanica. Ai ringraziamenti rivolti a elettori e candidato presidente Giovanni Legnini, al fianco del quale si sono battuti, e fatti gli auguri di prassi ai vincitori, con in testa Marco Marsilio, i rappresentanti del centrosinistra sottolineano la durezza del confronto con il centrodestra a trazione Lega.
«Abbiamo lottato contro una bufera», osserva l’assessore regionale uscente Dino Pepe, rieletto nelle file del Pd con oltre 5.400 preferenze. «Continuerò dall’opposizione a lavorare per la provincia di Teramo con educazione e impegno», afferma l’ex sindaco di Torano che ha dovuto affrontare anche una concorrenza spietata in Vibrata e una fase di scarsissima attrattività del suo partito. «Non ho mai pensato di candidarmi altrove», dice con un pizzico di polemica verso esponenti del Pd che hanno scelto liste civiche, «considerate le difficoltà, a partire dalla forte spinta della destra, sono soddisfatto del mio risultato».
Non ce l’ha fatta, invece, il consigliere uscente Luciano Monticelli, ricandidato anche lui nel Pd ma finito terzo in lista alle spalle di Pepe e della rosetana Teresa Ginoble. «Dispiace», ammette, «Giovanni ha fatto un bel lavoro, ma abbiamo scontato la forza della Lega». Il tentativo di ribaltare il pronostico, cogliendo una vittoria a sorpresa, non è riuscito. «Abbiamo fatto tutto quello che potevamo», conclude l’ex sindaco di Pineto che nel risultato della coalizione vede anche un risvolto positivo, «il centrosinistra è vivo e vegeto, dobbiamo guardare avanti».
Non rientra in consiglio neppure Giorgio D’Ignazio, che nel corso della legislatura appena conclusa è passato dal centrodestra, con cui era stato eletto cinque anni fa, alla maggioranza rivestendo il ruolo di assessore. «Si sapeva che la Lega avrebbe preso tanti voti, ma è andata oltre quello che mi aspettassi», confessa, «in bocca al lupo a Marsilio, nella speranza che faccia cose buone per l’Abruzzo». Per D’Ignazio è un momento di svolta: «Dopo vent’anni di attività politica vissuti con grande impegno e senza nessun problema giudiziario ci vuole una pausa di riflessione, torno a ritmi di vita più normali». Il suo non è un addio alla politica. «Vedremo in futuro», conclude, «se ci sarà bisogno di un vecchio come me».
Per Luciano D’Amico la valutazione del risultato è positiva, nonostante la sconfitta del centrosinistra e la sua mancata elezione nella lista “Legnini presidente”. «Il progetto politico ha ottenuto un bel riscontro», spiega, «era impensabile qualche mese fa». Il centrosinistra, secondo lui, può ripartire dalla proposta messa in campo dall’ex vicepresidente del consiglio superiore della magistratura. «Quel che conta è la validità del progetto», evidenzia l’ex rettore, «non chi va a fare il consigliere di opposizione». Anche D’Amico fa riferimento all’effetto bufera della Lega. «E’ in questi momenti però che bisogna impegnarsi», conclude, «non quando il vento è calmo e la barca va avanti da sola». Il sindaco di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo sottolinea il risultato della lista in cui era candidato, “Abruzzo in Comune”. «Il nostro gruppo elegge un consigliere», afferma riferendosi a Sandro Mariani, «significa che qualcosa, dopo lo strappo con il Pd, abbiamo consolidato». Per lui c’è anche la soddisfazione del consenso raccolto tra i suoi concittadini. «Ho ancora il sostegno del mio comune», fa notare prima di allargare lo sguardo alla coalizione: «Il contenitore si sta costruendo, le premesse per ricostruire il centrosinistra ci sono, ma nel Pd è necessaria una riflessione».
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