Per i danni all’agricoltura sindaci e aziende delusi

14 Giugno 2024

Radica, portabandiera di 113 primi cittadini: «Chiedevamo 80 milioni al Governo» Ma la Regione approva due emendamenti che valgono meno di un decimo della cifra

L’AQUILA. Danni da peronospora: sindaci e rappresentanti dei produttori vitivinicoli chiedono di portare a Roma il caso Abruzzo. Ma la maggioranza di centrodestra non raccoglie l’appello. «Purtroppo», esordisce Angelo Radica, primo cittadino di Tollo, «non abbiamo avuto alcun impegno di interessamento nei confronti del Governo Meloni sull’emergenza Abruzzo, regione più danneggiata tra le otto che hanno ottenuto la dichiarazione dello stato di calamità. Abbiamo ottenuto semplicemente l’approvazione di due sub emendamenti», aggiunge il portabandiera dei sindaci, «che destinano 2,5 milioni, già stanziati nel Bilancio regionale, per l’abbattimento dei tassi d’interesse sui mutui sospesi, e altri 5,2 milioni come contribuii a fondo perduto». Ma le 34 aziende vitivinicole, spalleggiate da 13 associazioni di categoria e da 113 sindaci, di milioni ne chiedono almeno 80.
La delusione era palpabile ieri all’Aquila dove, alle 10, nella seduta della terza Commissione Agricoltura, sono stati ascoltati rappresentanti dei sindaci e dei produttori vitivinicoli. Il primo cittadino di Tollo e presidente nazionale dell’Associazione Città del Vino ha sottolineato come «Regione e Governo possono e devono fare di più». In particolare Radica ha chiesto ai rappresentanti della Regione di portare a Roma il caso-Abruzzo per chiedere non solo lo stanziamento degli 80 milioni, più che mai necessari, ma anche la verifica della possibilità di destinare al settore ulteriori fondi regionali. Il presidente del Consorzio, Alessandro Nicodemi, ha peraltro evidenziato come il Governo ha stanziato a livello nazionale 32 milioni di euro per il granchio blu per un danno di 130 milioni, e solo 17 milioni per la peronospora a fronte di un danno di 1 miliardo di euro. Fabio Caravaggio, sindaco di Rocca San Giovanni, ha invece sottolineato come molti viticoltori praticano anche attività turistiche connesse all'agricoltura. «L'enoturismo, i percorsi naturalistici tra i vigneti, le visite esperienziali nelle aziende, sono diventati ormai un connubio con la vinicoltura. Quindi un ulteriore respiro finanziario al settore primario», ha sottolineato Caravaggio, «andrà a beneficio anche del terziario, sui quali molti nostri giovani stanno investendo».
Sono intervenuti per sottolineare l’urgenza degli interventi a sostegno delle aziende e delle comunità locali anche i sindaci di Alanno, Oscar Pezzi, di Torino di Sangro, Nino Di Fonso, il già sindaco di Orsogna, Ernesto Salerni, e il presidente di Vinco, Luciano Di Labio. In commissione sono stati ascoltati l'assessore regionale alle Politiche agricole, Emanuele Imprudente e la direttrice del Dipartimento Agricoltura Elena Sico. Per il primo: «Con i due sub emendamenti (approvati subito dopo all’unanimità in Consiglio regionale, ndr) diamo concretezza all'impegno preso con sindaci, organizzazioni e portatori di interesse del mondo vitivinicolo abruzzese. Nel 2024 destineremo 2 milioni 500mila euro a interventi di abbattimento dei tassi di interesse sui prestiti e 5 milioni e 200mila euro come acconto alle aziende agricole tramite Agea (e non più Fira, ndr), a cui contiamo di aggiungere gli altri 7 milioni già ipotizzati dalla legge di stabilità regionale. Questi ultimi fondi saranno distribuiti – conclude il vicepresidente della Regione - in base a una misura già istruita, con l'elenco dei beneficiari pronto, migliorando l'efficienza e la velocità nell'erogazione dei contributi». I due sub emendamenti hanno avuto, come primi firmatari, la vicepresidente del Consiglio regionale, Marianna Scoccia, ed i consiglieri regionali Carla Mannetti e Vincenzo D'Incecco. (l.c.)