Per il lavoro da casa si va verso la proroga fino al 31 dicembre

Tre emendamenti per poter superare la scadenza di marzo Estensione anche per genitori caregiver e con figli piccoli
L'AQUILA. Si va verso una ulteriore proroga dello smart working fino a fine anno per i lavoratori fragili. La legge di Bilancio ha già rinviato il termine della misura fino al 31 marzo prossimo, ma la norma potrebbe essere rinnovata oltre che estesa anche ai genitori con figli minori di 14 anni e ai caregiver, che assistono parenti con gravi disabilità. Tre gli emendamenti presentati al decreto Milleproroghe. Il primo è sottoscritto dal Partito Democratico e prevede il prolungamento del lavoro agile per i lavoratori fragili fino al 30 giugno.
Il secondo, a firma del Movimento 5 Stelle, prevede la proroga fino al 31 dicembre prossimo dello smart working oltre a consentire ai lavoratori con disabilità, che non possono svolgere il lavoro da remoto, di poter equiparare i periodi di assenza al ricovero ospedaliero, così che vengano esclusi dal numero massimo di assenze in un anno solare, oltre il quale si rischia il licenziamento.
Anche il terzo emendamento, presentato da Fratelli d’Italia, quindi dallo stesso governo, caldeggia la proroga fino al 31 dicembre 2023. È stato proposto peraltro di prorogare la procedura semplificata di comunicazione telematica per i lavoratori del settore privato. E quindi, senza la necessità di un preventivo accordo individuale tra il dipendente e il datore di lavoro. La comunicazione deve essere trasmessa sull'applicazione "“Smart working semplificato". Nel provvedimento del Milleproroghe sarà inserita, sicuramente, anche lo slittamento fino al 30 aprile del payback sanitario. Ovvero: le aziende che forniscono dispositivi medici avranno l’obbligo di ripianare i tetti spesa a loro carico tra il 2015 e il 2018 effettuando dei versamenti a favore delle singole Regioni e Province.
Ma torniamo a al lavoro agile. L’ultima proroga è contenuta nella Legge di Bilancio 2023, che ha esteso il beneficio fino al 31 marzo prossimo. Ma sono stati esclusi i lavoratori con figli under 14 per i quali è stata applicata di nuovo la normativa ordinaria, prevista dalla legge numero 81 del 2017, che regola il lavoro da remoto. Ma chi sono i lavoratori fragili che rientrano nel diritto allo smart working semplificato? Le categorie che possono usufruire della misura varata dal Governo nel periodo pandemico, e di cui si è fatto largo uso sia nel settore privato che in quello pubblico, sono state individuate dal ministero della Salute nel decreto del 4 febbraio 2022.
Vengono definiti fragili i lavoratori che hanno una accentuata compromissione della risposta immunitaria, come chi affronta terapie oncologiche, ha subito un trapianti, chi è sottoposto a dialisi o assume determinati farmaci. Ma rientrano nell'elenco anche i lavoratori che sono affetti contemporaneamente da più condizioni patologiche, come nel caso di obesità, cardiopatia ischemica, diabete mellito.
Lo stato di salute per poter accedere allo smart working deve, comunque, essere certificato dal medico di medicina generale del dipendente che fa richiesta di accesso allo smart working, che sia impiegato nel settore privato come in quello pubblico.

