«Per l’Italia serviva l’anno fiscale bianco»

PESCARA. Il deputato leghista Giuseppe Bellachioma è scettico sul decreto Cura Italia. E non risparmia severe critiche. «Questa è una roba talmente complicata e con pochi soldi veri», afferma, «se...
PESCARA. Il deputato leghista Giuseppe Bellachioma è scettico sul decreto Cura Italia. E non risparmia severe critiche. «Questa è una roba talmente complicata e con pochi soldi veri», afferma, «se vai a stringere, gli unici soldi sono sulla sanità e sulla Protezione civile, per tutto il resto si parla di garanzie contro garanzie. I rinvii e gli stop ai pagamenti? Tutto bene, ma con un mese non risolvi niente, mica possiamo fare decreti su decreti. Si dovevano fare tre cose: primo bloccare tutti i pagamenti, secondo ricorrere alla cassa integrazione in deroga per tutti, anche per le grandi imprese, e terzo punto attuare un anno fiscale bianco. L’impatto che avrà questa emergenza la vedremo più in là. Adesso un po’ di liquidità in giro ancora c’è. Mi spiegate perché per le famiglie normali, per uno che ha preso un mutuo o un prestito non è specificato nulla? Non si affrontano per bene i temi su scuola e Comuni. Come li pagano gli stipendi i Comuni? Fanno anticipazioni di cassa? Per questo ci vuole un anno fiscale bianco, fermare tutto. L’impatto maggiore arriverà a giugno, luglio, agosto. Per due tre mesi questa situazione si può anche gestire», aggiunge Bellachioma, «il governo ha fatto una legge di bilancio, non servivano 120 articoli. In questo modo non ce la possiamo fare, alla fine il governo sarà costretto a rivolgersi al Mef e ci commissarierà l’Europa. Se andiamo ad attingere ai 480 miliardi del Mef, distribuito tra i Paesi membri, a noi ci commissariano, ne sono convinto. Concettualmente, il governo vede l’impresa come gli scappati di casa che non hanno nulla da fare e che la mattina si svegliano e alzano la saracinesca. A questi imprenditori non gli puoi dare 500 euro al mese, glieli devi dare a settimana». (r.rs.)
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