«Per noi i mesi d’estate sono un incubo»

14 Luglio 2017

Residenti esasperati: «Dormiamo tre ore a notte, è difficile rientrare in casa e abbiamo risse frequenti». Sos alle istituzioni  

MONTESILVANO. Un incubo che non conosce fine e che si rinnova ogni anno, da giugno a settembre.È così che i residenti di via Livenza vivono la movida estiva che per quattro mesi toglie loro il sonno, e addirittura la possibilità di rientrare nelle rispettive abitazioni. Sono centinaia le famiglie costrette a scegliere se chiudere le finestre e fare la sauna nel proprio letto o se provare a respirare lasciando entrare, insieme all’aria, anche i rumori della notte con suoni e voci a volume altissimo. Anche nel primo caso, tuttavia, la situazione non migliora considerando che i decibel raggiungono livelli tali che non solo danno fastidio lo stesso, ma addirittura fanno tremare i vetri.
Il tutto sino alle prime luci dell’alba, nonostante i regolamenti comunali impongano orari più contenuti. A rendere ancora più insostenibile la vita dei residenti dei palazzi al confine tra Pescara e Montesilvano è soprattutto il fatto che la movida notturna, e in particolare quella che si svolge negli stabilimenti le Tre Palme, il Tortuga e La Lampara, non si limita al fine settimana, ma va avanti anche nei giorni feriali.
«Spesso, siamo costretti ad andare al lavoro con tre ore di sonno», raccontano alcuni abitanti del quartiere, «e per noi l’arrivo dell’estate, ormai da 4 o 5 anni, è diventato un incubo. Eppure, quando abbiamo comprato queste case, le abbiamo scelte per via della zona tranquilla, della presenza della pineta e del mare, mai pensando che gli stabilimenti balneari si sarebbero trasformati in vere e proprie discoteche a pochi passi dalle nostre abitazioni».
Come se non bastasse, c’è il problema degli schiamazzi del popolo della notte, che spesso continua a oltranza le serate proprio sotto le finestre dei residenti, e del traffico, che congestiona la piccola strada senza uscita trasformandola in un girone dantesco per chi abita nei palazzi di via Livenza. Clacson che suonano all’impazzata anche alle 4 di notte, vetture parcheggiate davanti agli ingressi dei condomici che rendono impossibile accedere con le auto alle proprie abitazioni e risse all’ordine del giorno. Da anni, i residenti lanciano il proprio grido d’allarme alle amministrazioni comunali. Nel 2015, è stato costituito un comitato che ha promosso raccolte firme ed esposti, interpellando anche l’Arta che ha effettuato i propri rilevamenti riscontrando diverse violazioni in tema di inquinamento acustico. Ma, dopo l’una di notte, la polizia municipale non è più in servizio e le forze dell’ordine hanno già un carico di lavoro tale da far passare in secondo piano il problema di chi abita a Santa Filomena.
Per cercare di risolvere almeno il problema della viabilità congestionata, negli ultimi anni l’amministrazione Maragno ha avviato l’iter per aprire al traffico via Crati, attualmente chiusa per via di un parcheggio privato. Ma una nuova estate è arrivata e la situazione è rimasta inalterata, con buona pace dei residenti.
«Chiediamo un impegno politico da parte delle amministrazioni di Montesilvano e Pescara», rimarca il comitato, «affinché emettano delle ordinanze che consentano agli stabilimenti di continuare a offrire un intrattenimento serale senza però trasformarsi in discoteche all’aperto. In caso contrario, siamo pronti a denunciare i responsabili per disturbo della quiete pubblica».
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