Perizia psichiatrica sul giovane accusato del duplice omicidio

27 Aprile 2016

Casa dell’orrore in via Tibullo, il gip nomina il prof Ariatti per valutare le capacità di intedere e di volere di Chernish

PESCARA. Prenderanno il via il 14 maggio le operazioni peritali per valutare le condizioni mentali di Maksym Chernish, l'ucraino di 26 anni, reo confesso del duplice omicidio di due cittadini polacchi. Arkadiusz Miksza, 22 anni, e di sua madre Kystyna Miksza, di 53, avvenuto il 24 gennaio scorso in una mansarda, al secondo piano di una palazzina, in via Tibullo 25.

Ieri il giudice per le indagini preliminari Gianluca Sarandrea ha conferito l'incarico al professor Renato Ariatti di eseguire la perizia psichiatrica sul giovane assassino, attualmente rinchiuso nel carcere San Donato, a Pescara. Presente in aula anche il pm titolare dell'inchiesta, Salvatore Campochiaro. Il noto psichiatra bolognese, che in passato ha firmato le perizie su Bernardo Provenzano e Annamaria Franzoni, dovrà stabilire se Maksym fosse in grado di intendere e di volere al momento dei fatti, accertare la sua capacità di partecipare coscientemente al processo e l'eventuale sussistenza di uno stato di infermità mentale che risulti rilevante ai fini del processo. Ariatti dovrà inoltre valutare la pericolosità sociale del giovane, che ieri, scortato dalla polizia penitenziaria, ha partecipato all'udienza. Il perito ha 60 giorni di tempo per consegnare la relazione, che sarà discussa, tramite incidente probatorio, nel corso dell'udienza fissata per il 26 luglio.

La richiesta di sottoporre Maksym a perizia psichiatrica è stata avanzata dal suo legale, l'avvocato Vittorio Supino, il quale ha nominato come consulente di parte lo psichiatra, Luigi D'Amico. Il giovane si è sempre difeso sostenendo di essere stato aggredito da Arkadiusz, detto Arka, mentre si trovavano nel bilocale della vittima, dove Maksym si era trasferito a vivere da poche ore e per qualche giorno. Quella domenica, i due avevano assunto droga (Maksym la comprava da Arka e entrambi ne facevano uso). Secondo il racconto del giovane assassino, Arka l'avrebbe prima colpito con la mazza da baseball e poi con un coltello e lui avrebbe risposto nello stesso modo. Secondo Maksym, anche la madre di Arkadiusz, giunta all'improvviso nel bilocale di via Tibullo, avrebbe provato ad aggredirlo e lui si sarebbe difeso spingendola fuori dall'appartamento e colpendola con numerose coltellate, per poi trascinare il corpo nella mansarda. Per fare luce sull'accaduto indagano i carabinieri del Nucleo investigativo, diretti dal maggiore Massimiliano Di Pietro, e gli uomini della Squadra Mobile, guidati da Pierfrancesco Muriana.

A chiarire la dinamica dei fatti saranno anche i risultati del sopralluogo effettuato dai carabinieri del Ris nella casa dell'orrore.

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