Perquisito un 44enne: in casa foto e video pedopornografici

17 Maggio 2019

PESCARA. In casa aveva mille file, tra foto e video, a carattere pedopornografico. Per questo un uomo di 44 anni della provincia di Pescara, che lavora solo saltuariamente, è finito nei guai a...

PESCARA. In casa aveva mille file, tra foto e video, a carattere pedopornografico. Per questo un uomo di 44 anni della provincia di Pescara, che lavora solo saltuariamente, è finito nei guai a seguito di una perquisizione della polizia postale e delle telecomunicazioni nell’ambito di un’indagine partita in Veneto. Sono dieci, in tutto, le persone (tra cui un minorenne) che, per gli investigatori, si procuravano o hanno ricevuto materiale illecito usando il sistema di messaggistica istantanea Kik, che garantisce di iscriversi in maniera anonima. E proprio nei loro confronti l’autorità giudiziaria ha disposto le perquisizioni che sono state eseguite non solo in provincia di Pescara, dove ha operato la sezione Cybercrime della polizia postale (coordinata da Elisabetta Narciso), ma anche in molte altre località italiane e cioè nelle province di Venezia, Vicenza, Roma, Bari, Agrigento, Cremona, Alessandria. Due persone sono state arrestate: un 22enne in provincia di Vicenza e un 47enne della provincia di Alessandria.
Per quanto riguarda la posizione del pescarese gli accertamenti nei suoi confronti sono appena iniziati. Gli investigatori hanno acquisito tutto il materiale in possesso del 44enne, che vive con la madre: gli sono stati sequestrati il computer, il cellulare e due memorie esterne. E quindi adesso andrà esaminato tutto dettagliatamente per capire la provenienza di foto e video.
L’indagine è partita da una comunicazione del Servizio di cooperazione internazionale di polizia che ha segnalato la presenza di utenti dediti allo scambio di contenuti pedopornografici attraverso Kiko. Sono scattati gli accertamenti e si è arrivati ai dieci possibili possessori di quel materiale, tra cui il pescarese. Si è arrivati così alla perquisizione e i riscontri, per la Polipost, sono stati «ampiamente positivi», con diversi sequestri. (f.bu.)