Personaggi simbolo dipinti sui palazzi delle periferie

PESCARA. Il parroco don Italo Febo e Fulvio Luciani, preside della scuola media Foscolo e ideatore della rivista Il Monitore. Gianni Cordova, fondatore della Laad. Sono i personaggi simbolo scelti...
PESCARA. Il parroco don Italo Febo e Fulvio Luciani, preside della scuola media Foscolo e ideatore della rivista Il Monitore. Gianni Cordova, fondatore della Laad. Sono i personaggi simbolo scelti come soggetti delle opere d'arte ormai quasi del tutto completate nell'ambito di Murap - Muri per l'arte pubblica a Pescara.
La rassegna promossa da Fondazione Aria, con la direzione artistica di Alessandro Sonsini, in collaborazione con il Comune, ha scelto l'arte urbana per riqualificare tre luoghi della città. Dal 30 luglio, quattro artisti internazionali sono all'opera in tre quartieri, raccontando, attraverso colore e creatività, tre storie diverse. Alessandra Carloni, artista romana ha completato l'opera raffigurando nel suo stile il parroco don Italo Febo e Fulvio Luciani, preside della scuola media. I due personaggi sono stati scelti proprio dai residenti del quartiere, coinvolti in un’attività di ascolto svolta con il supporto del settore Politiche sociali del Comune.
Ultime rifiniture a Zanni, dove Antonello Macs, writer di origini abruzzesi, sta realizzando il suo racconto di Gianni Cordova, scelto sempre seguendo le indicazioni degli abitanti della zona. Il terzo intervento ha luogo sulle facciate rivolte al mare degli undici piloni dell'Asse attrezzato, tra il ponte Risorgimento e il ponte D’Annunzio, dove sono all'opera fino a domenica Ericailcane e Bastardilla, binomio italo colombiano. «La riqualificazione delle città e delle periferie è sicuramente avvantaggiata anche da operazioni artistiche, ma non bisogna mai trascurare interventi di tipo più radicale e profondo a livello strutturale e urbanistico», spiega Rosaria Mencarelli, sovrintendente Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Chieti e Pescara, che nei giorni scorsi ha partecipato alla tavola rotonda «Dalla Street art del Novecento al muralismo urbano contemporaneo», organizzata nell'ambito del festival, «in questo caso il muralismo è un valido inserto di tipo culturale e performativo nei vari quartieri. L'arte pubblica ha sempre un valore sociale e gli interventi artistici trovano un perché e una ragione d'essere quando si riconnettono al luogo dove vengono realizzati».
Questa riconnessione è visibile a Zanni e San Donato, grazie ai soggetti individuati come temi per la raffigurazione, persone che negli anni hanno lasciato, ciascuno a modo suo, il segno sui due quartieri. Ma è anche il caso dei piloni dell'Asse attrezzato. «Il lungofiume ha delle criticità dal punto di vista della riqualificazione pur trovandosi in centro storico», continua Mencarelli, «l’Asse attrezzato ha fatto un gran bene alla città dal punto di vista di viabilità, ma dall'altro lato è stato molto invasivo. L'inserto del muralismo sui piloni aiuta a perpetuare la storia del Bagno borbonico con gli artisti che hanno proposto richiami alla vita dell'acqua».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

