«Pesca delle anguille, il divieto va rimosso»

Dal mercatino ittico di Montesilvano parte un appello alla Regione Abruzzo Il consigliere Falcone: per aiutare i piccoli operatori servono finanziamenti
MONTESILVANO. Finanziamenti per rilanciare il settore della piccola pesca cittadina. E sblocco dei divieti sulla pesca delle anguille, di cui i mari abruzzesi sono ricchi. Sono gli appelli lanciati alla Regione Abruzzo, rispettivamente da Carlandrea Falcone, consigliere comunale e presidente della sesta commissione Artigianato e Commercio, e dall'armatore Mario Di Pietropaolo, 70 anni di Montesilvano.
L'imprenditore è uno dei sei titolari dei box (in totale dieci) del mercatino ittico attivo da tre anni e intitolato alla memoria di Edmondo Mazzoni e Giuseppe Marchegiani, deceduti in mare il primo dicembre 1981. La struttura, che si trova sul lungomare Aldo Moro, di fronte a via Valle d'Aosta, apre le serrande a giorni alterni, quando il tempo consente ai pescatori di andare in mare.
«Ed è possibile solo quando la temperatura dell'acqua raggiunge i 17-18 gradi, contro gli attuali 14», spiega l'imprenditore Di Pietropaolo, figlio di Guido. «Siamo soggetti alla stagionalità del prodotto e quello che quotidianamente ci dà il mare, in prevalenza seppie, sogliole e panocchie. Ma anche lumachine di mare (“bummalitt”) che però vendiamo solo a Ortona, dove il prodotto è sottoposto ai controlli per la tracciabilità. Questo mercatino è la nostra salvezza, deve continuare a esistere. Siamo costretti a rigettare in mare quintali di anguille di cui le nostre acque sono ricche», rivela il lupo di mare, che lavora da quando aveva 14 anni. «Non possiamo pescarle, è vietato. Perché la Regione Abruzzo non ha aderito al Piano nazionale di gestione delle anguille. Per tale ragione, da anni chiediamo alle istituzioni locali di ripensare questa decisione perché per noi operatori del mare è un mancato guadagno. Di pesce ce n'è in abbondanza in mare, ma non possiamo toccarlo, è assurdo», commenta Di Pietropaolo, che per la prossima stagione estiva sta attrezzando un box per la vendita di pesce fritto.
Si tratta di una novità per la struttura mercatale inaugurata dal sindaco Francesco Maragno e dal consigliere Falcone, alla presenza delle altre autorità, il 18 aprile 2015.
Falcone ricorda che il mercatino ittico è stato realizzato su una proprietà comunale che «per anni è stata un casotto abbandonato, un monumento incompiuto». Poi è nata l'idea di rimettere in moto l'immobile «per sostenere gli imprenditori della piccola pesca di Montesilvano». E questa struttura ha colmato una lacuna. «Era doveroso dare uno spazio a quelle madri di famiglia che vendevano il pesce stipato nelle cassette, per strada, riparate solo dagli ombrelloni», prosegue Falcone. Il consigliere ipotizza che, per aprire la struttura ai grossisti e quindi ampliarla da un punto di vista commerciale, «si dovrebbe rivedere il regolamento». E precisa che «l'interesse c'è: sono arrivate richieste anche da Tortoreto e Martinsicuro. Si vedrà, per il momento è solo una ipotesi: la struttura continua a essere utilizzata dagli imprenditori locali», che pagano al Comune un affitto di 75 euro al mese per ogni singolo box di due metri per tre. E per pensare di aiutare la piccola pesca «sono necessari finanziamenti della Regione».
Gli altri armatori titolari sono Rocco De Vito, Emiliano Sagazio, Paolo Di Giulio, Andrea Straccialini e Leonardo Santoro.
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