Pesca di frodo delle anguille: nasse trovate sul lungofiume, 50enne nei guai

3 Gennaio 2022

L'operazione dei carabinieri forestali del nucleo Cites: sequestrati gli strumenti usati per catturare i pesci protetti

PESCARA. Quindici anguille vive, catturate con tre nasse, trovate dai militari del nucleo Cites del gruppo carabinieri forestali di Pescara con la partecipazione delle guardie ittiche dell’associazione “Guardia Civile ambientale”. Denunciato un 50enne pescarese per detenzione illecita di specie ittiche incluse nell’allegato “B” della Convenzione di Washington.

A seguito di alcuni appostamenti, durante l’attività di contrasto al bracconaggio ittico sul fiume Pescara, i militari scoprono le nasse per la cattura delle anguille, posizionate lungo la sponda sinistra, a circa 600 metri l’una dall’altra, sul lungofiume dei poeti di Pescara. I militari raccontano anche di aver notato l’arrivo di un uomo in bicicletta che sollevava le nasse dall’acqua e le ispezionava per verificare la presenza dei pesci che poi riponeva all’interno di una busta di plastica. L’indagato è stato quindi seguito a distanza fino all’ultima nassa, posizionata sotto il ponte all’altezza del Municipio, è stato quindi controllato e trovato in possesso di quindici esemplari vivi di anguilla europea pescati illecitamente.

Tale specie, infatti, è tutelata dalla Convenzione di Washington (Cites), come previsto dal regolamento dell’Unione Europea del 1997, in quanto a rischio di estinzione anche in Italia. Pertanto, sentito il pubblico ministero di turno, i militari hanno sequestrato le nasse e rilasciato le anguille nel fiume Pescara. Contestati al 50enne anche alcuni illeciti amministrativi ai sensi della legge regionale sulla pesca nelle acque interne. “L’indagato - spiega il comandante del gruppo carabinieri forestali di Pescara - oltre alle sanzioni amministrative comminate, rischia l’ammenda da 20mila a 200mila euro o l’arresto da 6 mesi a 1 anno per aver catturato degli esemplari naturali di una specie a rischio di estinzione”.