Pescara, cadavere trovato in mare: l'identità resta un mistero

25 Maggio 2016

Da una settimana in obitorio, è in attesa dell’autopsia. Forse è un pescatore, ma nessuno ha reclamato il corpo

PESCARA. Quando l’aveva ritirato su con le sue reti, l’armatore pescarese Antonino Camplone era rimasto di sasso di fronte ai resti di quello che a tutti gli effetti sembrava il cadavere di un pescatore. Ma almeno per una cosa, come aveva raccontato al Centro, Camplone si era sentito sereno: che quella macabra scoperta avesse messo fine al dolore di chi piangeva quell’uomo, e chissà da quando, e che finalmente gli si potesse dare una degna sepoltura. Ma da quel giorno, era lo scorso giovedì, è passata quasi una settimana e i resti di quell’uomo ripescato in mezzo al mare sono chiusi in una cella-frigorifero dell’obitorio di Pescara senza che nessuno sia andato a reclamarlo e, ancora, senza che nessuno, in questi giorni, si sia messo in moto per cercare di scoprire a chi appartengano quei resti.

[[(standard.Article) Pescara, il cadavere ritrovato nelle reti di un peschereccio potrebbe essere di un pescatore

Nessuna autopsia, nessuna ricerca del Dna, finora, è stata disposta dal magistrato Silvia Santoro che ha dato incarico alla Capitaneria di seguire il caso. È chiaro che per poter fare una comparazione del Dna è necessario, oltre al Dna del defunto, anche quello dei presunti familiari a cui si può risalire solo dopo una cernita delle persone scomparse negli ultimi mesi. Da una prima disamina del medico legale, subito dopo il ritrovamento del cadavere, la morte potrebbe risalire addirittura a un anno fa.

Ed è sulla base di questo arco temporale che la Capitaneria ha informato del ritrovamento altre zone d’Italia per cercare di individuare e di restringere il raggio di ricerca per l’eventuale comparazione e identificazione. Secondo Camplone e l’equipaggio della sua Indomita che ha ripescato il cadavere, a giudicare dall’abbigliamento, e soprattutto dal modo di tenere le calze sulla tuta, si potrebbe trattare di un pescatore italiano sulla quarantina, visto che già gli stranieri, e le nuove generazioni, non usano questa accortezza nell’indossare gli stivali sulla barca. ©RIPRODUZIONE RISERVATA