Pescara. Condannato il “re del bonifico istantaneo”. Il truffatore seriale dovrà risarcire

11 Ottobre 2026

Finti pagamenti per 50mila euro per il capodanno in discoteca, la Ferrari a nolo, vino e ostriche. Per lui una pena di 9 mesi (abbreviato) per un vizio parziale di mente. E il saldo della merce a 4 vittime

PESCARA

Finisce con una condanna a 9 mesi e 12 giorni (con il rito abbreviato) la breve carriera di un truffatore seriale, A.U., 33 anni, della Pescara bene. Stando a quanto emerso, si potrebbe definire il “re del bonifico istantaneo”. È con questa modalità, infatti, che ha messo a segno la maggior parte delle truffe per circa 50 mila euro e per questo è stato condannato anche a risarcire le quattro parti civili costituite nel processo, per circa 25 mila euro. Ex chef in locali molto noti in città, il giovane non si faceva mancare nulla, ricavando soldi anche riciclando la merce truffata tra gli amici. Cene sfarzose a base di pesce di prima scelta, ostriche e aragoste; auto di super lusso come una Ferrari F8 Coupè; vini pregiati e champagne “acquistati” in quantità industriale, e perfino un veglione di fine anno nella discoteca Megà al costo di 1.900 euro, non saldati come tutta la merce relativa agli otto episodi contestati dal pm Andrea Di Giovanni.

Il pubblico ministero Andrea Di Giovanni

LA PERIZIA PSICHIATRICA

La pena inflitta dalla giudice monocratica Teresa De Lutiis è stata contenuta sia per la riduzione dovuta al rito, sia per il riconoscimento di un vizio parziale di mente dell’imputato. Il suo difensore sperava nel vizio totale, ma la perizia psichiatrica ha ridimensionato questa sua patologia.

«Non può trascurarsi», scrive la giudice in sentenza, «come i reati per cui si procede si inseriscano in una pluralità di condotte fraudolente caratterizzate da modalità operative non estemporanee, ma che denotano una apprezzabile capacità di programmazione, organizzazione e perseguimento di uno specifico fine illecito». Anche perché l'imputato aveva anche una grande capacità di convincere i malcapitati di turno, tanto da riuscire sempre a ottenere in tempi strettissimi quello che ordinava, nonostante tutti quei problemi di pagamento che avrebbero dovuto indurre le parti offese a lasciar perdere il cliente.

LO SCHEMA FRAUDOLENTO

La giudice parla di un ricorrente «schema fraudolento: utilizzo di apparente documentazione bancaria, rassicurazioni circa la propria affidabilità economica, consegna immediata della merce e successiva irreperibilità». Perché l'imputato ci metteva la faccia, e anche i suoi documenti che lasciava in fotocopia per avvalorare la sua serietà, oltre a spendere conoscenze importanti della sua famiglia.

BONIFICI E ASSEGNI

La sua specialità? Bonifici (quasi sempre apparentemente istantanei, ma fasulli) e assegni (cabriolet) che dispensava con estrema abilità, spacciandosi anche come titolare di un paio di società a lui riconducibili (ma sembra diventate scatole vuote). Atteggiamenti anche incalzanti per ottenere a stretto giro quello che voleva dal malcapitato di turno che magari intravedeva in quella operazione guadagni importanti.

VINO, PESCE E CIBI PREGIATI

L’estate del 2023 è stata forse quella in cui l’imputato si è espresso al meglio: una vera e propria “mattanza” di truffe ai danni della “Taberna Imperiale” di Collecorvino dove l’imputato, a distanza di due giorni, si fece consegnare generi alimentari per un totale di 4.700 euro: con un assegno (da un conto che risultò chiuso da tempo) e un bonifico (mai accreditato). E poi una partita di vini dalla Daco Vini di Sulmona, per 3.300 euro, che l’imputato chiese di avere immediatamente, senza attendere la risposta della banca, perché l’evento da lui organizzato era nella stessa giornata. E non poteva mancare una corposa fornitura di pesce da una società con sede a Ortona (la Shellfish): anche in questo caso il modus operandi è lo stesso: si palesa l’urgenza della consegna, si richiede la fattura intestata a una ditta “scatola vuota” e, al momento del pagamento, esce il bonifico istantaneo che però risulterà non essere mai stato emesso su quel conto corrente, con il pesce che poi la finanza, durante un controllo, ritrova in un locale collegato a un amico dell’imputato spesso coinvolto in questioni giudiziarie.

LA FERRARI F8

E poi c’è la Ferrari F8 Coupè (di immatricolazione tedesca) presa a noleggio il 4 dicembre del 2023 per due giorni per 5.500 euro.

Ma anche questa volta la buona fede della commerciante viene tradita: l’imputato invia alla titolare della società un pdf di avvenuto pagamento tramite bonifico che la donna non incasserà mai. Così come non ha rivisto più la Ferrari che, tramite il gps, la vittima era riuscita a rintracciare a Cerignola, ormai “cannabalizzata” come scrive la finanza: vale a dire smontata e venduta.

PRODOTTI ETNICI

Un’altra truffa è quella ai danni di un amico senegalese che aveva un'attività commerciale di prodotti artigianali etnici. Si tratta di tre forniture importanti: la prima di circa 2.700 euro, la seconda di 4.700 euro e poi l'ultima di 9.000 euro, soldi che il malcapitato di turno non ha mai intascato. Una truffa eseguita con il solito sistema del bonifico e dell’assegno fasulli e per di più, come si legge nell’imputazione, con il giovane che «forniva spiegazioni di fantasia, rappresentando al medesimo addirittura di dover presenziare ad un processo penale in ragione di fantomatici sequestri e confisca della merce vendutagli ed arrivando addirittura a richiedere al venditore 500 euro in cambio della restituzione della merce». Ma qui il legale del senegalese, Adelchi De Amicis, è riuscito a documentare un danno patrimoniale di circa 17mila euro pienamente riconosciuto dalla giudice.

CAPODANNO AL MEGA’

E poi il finale con il botto, a capodanno. Con la festa al Megà da 1.900 euro iniziali. Ma anche qui il legale della società Sogepa, Raul Vaccaro, è riuscito a provare, con i testimoni, tutta la truffa, ottenendo 2.500 euro di risarcimento.

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