Pescara, consiglio fiume: passano tasse e riduzioni

10 Settembre 2014

Ieri l’ultima seduta per approvare il regolamento della Iuc. Il capogruppo del Pd Presutti: così abbiamo evitato il dissesto del Comune

PESCARA. L’approvazione in extremis del regolamento sulla Iuc, l’ Imposta unica comunale, mette fine alla maratona di 48 ore in consiglio comunale e allontana momentaneamente il rischio default. Confermate le aliquote al massimo per la Tasi e l’Imu, con un’agevolazione di 100 euro sulla prima casa e altri 200 euro per alcune tipologie di abitazioni (A1, A8 e A9) e per gli immobili di edilizia residenziale pubblica. Restano anche gli sconti sulla Tari, la nuova tassa sui rifiuti, destinati alle giovani coppie, alle famiglie numerose e a chi ha perso il posto di lavoro, decisi dalla coalizione di maggioranza.

Il voto è arrivato ieri sera alle 19,45, nell’ultimo giorno utile per la pubblicazione di aliquote e regolamento e al termine di una lunga discussione in aula segnata dall’ostruzionismo di Forza Italia, Ncd e Pescara futura: 20 i consiglieri favorevoli e 8 i contrari.

La pioggia di emendamenti presentati dal centrodestra, nel tentativo di bloccare la stangata fiscale che si abbatterà su 45mila contribuenti tra il 16 ottobre e il 16 dicembre prossimi, si è dovuta infrangere di fronte a una nota firmata dal direttore generale del ministero dell’Economia e delle Finanze, Paolo Puglisi. In base a quanto dichiarato al microfono, in aula, dal dirigente Guido Dezio, a Roma hanno confermato la linea dell’ufficio ragioneria del Comune. In sostanza, la mancata approvazione del regolamento non avrebbe determinato un abbassamento delle aliquote Tasi (la Tassa sui servizi indivisibili che prevede un gettito di 10 milioni e 400 mila euro) e dell’Imu (l’Imposta municipale sugli immobili che andrà a rimpinguare le casse in rosso dell’ente con altri 2 milioni e 300mila euro), già approvate dalla maggioranza la scorsa settimana tra le proteste delle opposizioni. L’unico risultato sarebbe stato l’eliminazione delle riduzioni sulla Tari (complessivamente le entrate previste ammontano a 24 milioni e 700mila euro) per una serie di categorie svantaggiate, decise a tavolino dai membri della stessa maggioranza pungolati nei giorni scorsi dai rappresentanti della Lista Teodoro, Massimiliano Pignoli e Piernicola Teodoro, poi approvate con 20 sì, 3 no e 3 astenuti.

«Sono riusciti a fare due giorni di cagnara», ha sbottato il vice sindaco Enzo Del Vecchio, in riferimento alle 48 ore di discussione in aula portate avanti dal centrodestra e alla seduta di lunedì scorso che si è chiusa pochi minuti prima delle 2 del mattino. «Hanno toppato su tutto: avrebbero voluto portarci al fallimento, consegnando la città nelle mani di un commissario prefettizio. Ma per fortuna abbiamo scongiurato questo rischio».

Le entrate previste tra Tasi, Imu e Tari porteranno nuova linfa ai conti disastrati dell’amministrazione, consentendo al sindaco Marco Alessandrini di programmare i futuri impegni di spesa e assicurare così la continuità dei servizi.

«E’ un passaggio nevralgico», ha sottolineato il capogruppo del Pd, Marco Presutti. «Dimostra la legittimità della nostra scelta di approvare prima le aliquote e poi il regolamento. Non è una decisione presa a cuor leggero, ma così abbiamo evitato il dissesto. Il mancato introito di 8 milioni di euro avrebbe reso impossibile chiudere il bilancio, imponendoci tagli lineari senza alcuna salvaguardia del personale e dei ceti deboli, considerati i dati contabili e a fronte di 4 milioni e 700mila euro di tagli fatti su un impegno di spesa di 78 milioni».

Intanto le due sedute fiume del consiglio comunale per l’approvazione del regolamento Iuc costeranno più di 5mila euro solo in gettoni di presenza. Gli unici a rinunciare ai 90 euro lordi al giorno sono stati i tre consiglieri del Movimento 5 Stelle Enrica Sabatini, Erika Alessandrini e Massimiliano Di Pillo.

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