Pescara, decine di tracce nella casa del delitto Bucco

Gli specialisti di Ancona con luminol e crimescope, controlli anche su un’auto. Sentito per sei ore dalla squadra mobile il coinquilino di Nicola Bucco
PESCARA. Ex moglie e coinquilino di nuovo sentiti in questura, accertamenti nella casa del delitto e, soprattutto, sull’auto dell’uomo che qualche settimana fa avrebbe litigato con la vittima per un debito non pagato. Poi un summit, nel tardo pomeriggio, tra gli uomini della Mobile, quelli della Scientifica e il pm Gennaro Varone. Sembrano in accelerazione le indagini sull’omicidio di Nicola Bucco, l’operaio di 53 anni accoltellato mercoledì scorso nella casa di via Leopardi in cui abitava da qualche mese.
Bucco è stato ucciso tra le 14 e le 16 nel suo appartamento, sulla soglia della cucina. L’uomo, colpito con quattro coltellate a gola, addome sterno e guancia, doveva conoscere il suo assassino. La porta dell’appartamento a piano terra, infatti, è stata trovata aperta e non ci sono segni di scasso.
I rilievi in via Leopardi. Ieri mattina intorno alle 11 gli uomini del Gabinetto interregionale di polizia scientifica di Ancona guidati da Massimiliano Olivieri si sono presentati in via Leopardi armati di crimescope e luminol, gli strumenti che servono per rilevare non solo le impronte nascoste ma anche qualsiasi tipo di traccia biologica che possa essere presente sul luogo del delitto. I rilievi si sono concentrati sull’ingresso, dove gli agenti hanno individuato varie tracce di sangue, probabilmente lasciate dall’assassino mentre usciva.
La scientifica è poi passata alla cucina, la stanza dove Vittorio Massacesi, coinquilino di Bucco e proprietario del bar al mercato ittico che la vittima frequentava assiduamente, alle 17 di mercoledì ha trovato il corpo.
I tecnici hanno repertato le impronte trovate nel sangue, una delle quali è certamente della vittima, e prelevato materiali e campioni che verranno analizzati nei prossimi giorni.
Gli interrogatori. Nel frattempo gli uomini della Mobile di Pierfrancesco Muriana hanno nuovamente convocato in questura Mayla, la ex moglie di Nicola Bucco, per ricostruire le ultime frequentazioni dell’uomo. Gli investigatori sono anche andati a prendere Vittorio Massacesi, l’amico più caro di Bucco oltre che l’ultima persona a vederlo vivo, intorno alle 14 del giorno del delitto, prima di ritrovarlo cadavere alle 17. L’uomo è rimasto in via Pesaro per ore, dalla tarda mattinata fino a oltre le cinque del pomeriggio. «La polizia pensa che io non stia dicendo tutto quel che so», ha spiegato Massacesi, abbastanza provato, quando è uscito dalla questura.
Il sospettato. Mentre la Mobile sentiva Massacesi gli uomini della Scientifica hanno passato al setaccio la macchina dell’uomo che qualche settimana prima del delitto aveva avuto una lite con Bucco per un debito che la vittima non avrebbe saldato.
A raccontare di questo debito e della lite che ne era scaturita è stato proprio Massacesi, che subito dopo il delitto ha indirizzato la Mobile verso un uomo sessantenne che aveva in piedi con Nicola Bucco la compravendita di un computer e che qualche settimana prima del delitto avrebbe litigato con Bucco davanti al bar di Massacesi per 200 euro dati come anticipo per un pc mai arrivato.
I due, poi, sempre secondo quanto ha raccontato Massacesi, si erano rivisti proprio il giorno del delitto, in mattinata, sempre al mercato ittico. Massacesi però non ha saputo dire se quel giorno i due si siano parlati o meno.
L’alibi. Gli investigatori, che non sembravano dare molto credito all’ipotesi della lite per un debito degenerata, hanno ugualmente rintracciato il sessantenne e lo hanno interrogato. L’uomo, ascoltato alla fine della scorsa settimana, ha ammesso la lite con Bucco ma ha detto di essere assolutamente estraneo al delitto. Ha ammesso di essere stato a Pescara durante la mattinata di mercoledì scorso. Nel pomeriggio, però, l’uomo ha detto di essere tornato a casa, fuori città. Una circostanza che troverebbe riscontro nelle testimonianze di almeno due persone.
L’auto al setaccio. Per non lasciare comunque spazio ai dubbi la Mobile ha sequestrato l’auto dell’uomo e l’ha sottoposta alle analisi degli esperti della scientifica di Ancona. Nel garage della questura i tecnici hanno lavorato per più di due ore sull’auto, utilizzando crimescope, luminol e anche altri strumenti e prelevando tracce biologiche e materiali vari. Tutti i reperti verranno ora analizzati, ma ci vorranno giorni per avere i risultati.
Una volta terminati gli accertamenti in Questura è arrivato anche il pm che si sta occupando del caso, Gennaro Varone. Il magistrato ha partecipato a una riunione con gli uomini della Mobile e della Scientifica.
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