Pescara, demolizione palazzo di viale Riviera, il Consiglio di Stato dà ragione al Comune

Respinto il ricorso della società immobiliare, il presidente Blasioli soddisfatto: "Ora bisognerà attendere l'8 ottobre per conoscere la decisione del Tar Abruzzo"
PESCARA. Il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Immobiliare Michelangelo contro l'ordinanza del Comune di Pescara che, a dicembre del 2014, in esecuzione della sentenza emessa dal Tar nel 2006, aveva disposto la demolizione del fabbricato di sette piani, eretto nel 2002 lungo viale Riviera Nord a Pescara e rimasto incompleto. «Non solo il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile il ricorso - ha commentato il presidente del Consiglio comunale Antonio Blasioli - ma ha fatto qualcosa di più, entrando anche nel merito e giudicando "ampia e specifica" la relazione istruttoria che fonda la seconda ordinanza di demolizione emessa dal Comune». La società di costruzioni, che è stata anche condannata a pagare 3.000 euro di spese legali, ha realizzato l'edificio in virtù di una concessione poi annullata e la struttura risulterebbe non a norma, in quanto sorta in parte sul suolo demaniale. Il Tar sarà chiamato ad esprimersi in merito il prossimo 8 ottobre. La Immobiliare Michelangelo, con ricorso del 5 febbraio 2015, aveva impugnato l'ordinanza comunale davanti al Consiglio di Stato, chiedendo la declaratoria di nullità per elusione di giudicato e l'annullamento per vizi di legittimità. Il Comune di Pescara si è costituito attraverso l'avvocato Alfonso Vasile e ha contrastato il ricorso della società di costruzioni. Blasioli ha espresso soddisfazione: «È una notizia positiva per il Comune e per la città. Pur essendo un passaggio fondamentale, è solo la fine del primo tempo perché ora dovrà essere il Tar Abruzzo, sezione di Pescara, a doversi esprimere. L'augurio - ha concluso il presidente del Consiglio comunale - è che su questa vicenda si dica una parola chiara e definitiva e si restituisca decoro alla nostra bella riviera».

