Pescara, Enrica Sabatini a D'Alfonso: "Ridiamo un futuro alla nostra città, sfiducia Alessandrini"

La consigliera comunale dei Cinque Stelle invita il governatore a un atto di coraggio e a ridare la parola ai pescaresi per dare un nuovo sindaco al capoluogo da lui un tempo amministrato. La replica di Catena: "Saranno i cittadini a giudicare alle prossime elezioni"
PESCARA. Con una lettera aperta pubblicata questa mattina sul suo profilo Facebook, la consigliera comunale del Movimento Cinque Stelle Enrica Sabatini ha chiesto al governatore Luciano D'Alfonso, ex sindaco della città di Pescara, di dimostrare il coraggio di far scegliere ai pescaresi un nuovo sindaco al posto di Marco Alessandrini. Per fare questo, sarebbe sufficiente che lo stesso D'Alfonso "suggerisse" ad Alessandrini o ai consiglieri di maggioranza di dimettersi, di fare in modo che il Pd scelga un candidato adeguato e quindi ridare la parola ai pescaresi. "Torniamo al voto", è l'accorato appello della Sabatini. Ecco la lettera.
LETTERA APERTA A LUCIANO D'ALFONSO
"È un momento difficile. Lo so. C'è una città in rivolta, indignata: la sua Pescara - ieri - da sindaco e la città più importante d'Abruzzo - oggi - da governatore. Non è facile. Immagino. Il dover sempre provare a sanare i tanti errori politici, così ingenui, così banali, così visibili del Pd pescarese. Vero Presidente?
E poi quel faticoso e continuo "rattoppo mediatico" da cucire ogni volta per colmare un'inadeguatezza amministrativa ed una sciatteria politica così disarmante. Ed avere tutto questo nelle sue stesse fila! Trovarsi "i non durevoli" nella squadra da lei stesso costruita e portata avanti con orgoglio. Deve essere dura.
Ho letto anche sui giornali la sua frase, piombata durante la direzione provinciale del Pd e "precipitata fuori" forse troppo velocemente tra le parole spinte da un inconscio beffardo: "dobbiamo cercare un candidato sindaco per Pescara".
Il limite è colmo a quanto pare, ma una soluzione c'è. Richiede coraggio, però, forse spregiudicatezza. Ma questo nel suo Dna c'è. Lo sappiamo bene. Allora, andiamo oltre le bordate di fischi della città verso il suo Sindaco, anche se ormai incastonate nell'immaginario collettivo di Pescara.
E andiamo oltre i rinvii a giudizio chiesti per il suo sindaco ed il suo vicesindaco, bruciati ormai politicamente per la tanta - troppa - incapacità amministrativa.
E andiamo anche oltre il fuoco amico che, in un solo colpo, davanti a tutti in un incontro pubblico ha distrutto il progetto vetrina dell'area di risulta.
Andiamo oltre. Oltre gli interessi dei 20 consiglieri comunali che non votano la sfiducia altrimenti andrebbero a casa. Andiamo oltre e rispondiamo alla città facendo politica. Amministriamo la "polis" per il bene di tutti, determiniamo uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini possano partecipare e decidere.
Diamo una possibilità alla città che amiamo: torniamo al voto. Convinca i suoi a votare la sfiducia. Troverà la giusta ed autorevole persuasione per far comprendere a tutti quello di cui la città ha bisogno e che lei, in politica da tempo, ha già compreso fin troppo bene: c'è bisogno di un altro sindaco per Pescara.
Dimostri il coraggio di farlo, non solo di dirlo. E di farlo oggi rispondendo ad una città che da troppo tempo aspetta.
Accetti la sfida. Ridiamo un futuro alla nostra città".
Enrica Sabatini
La replica. D'Alfonso ha affidato la risposta all'invito della consigliera pentastellata al suo consigliere Andrea Catena: "Marco Alessandrini", scrive in una nota Catena "è sindaco di Pescara non per nomina divina ma perché è stato eletto democraticamente dalla maggioranza dei cittadini. Quegli stessi cittadini che hanno decretato che lei, candidata sindaco, non arrivasse neanche al ballottaggio. Ora lei chiede al Presidente D’Alfonso di “convincere i suoi a votare la sfiducia” con evidente allusione ai consiglieri comunali di maggioranza. Posto che il Presidente non può e soprattutto non vuole fare una cosa del genere, emerge da tutto ciò una concezione dell’amministrare tipica del grillismo: quando il capo detta una linea, tutti devono adeguarsi e obbedire. Ebbene, in una democrazia matura non funziona così. In una democrazia matura come quella italiana, gli amministratori vengono eletti e restano in carica per la durata del loro mandato, al termine del quale saranno i cittadini a giudicarli. Non una generica “rete” o qualche santone da palcoscenico, ma cittadini veri, ovvero elettori. Gentile signora Sabatini, faccia al meglio delle sue possibilità quello che la legge le ha concesso, ovvero opposizione. Fra tre anni potrà mostrare ciò di cui è stata capace e, se vorrà, si ripresenterà al giudizio delle urne. Il Presidente D’Alfonso è impegnato in Regione anche sulle cose da fare per Pescara: il rilancio del porto, lo sviluppo dell’aeroporto, la definizione compiuta dell’area di risulta, la depurazione del ciclo idrico per rendere puliti mare e fiume, l’ampliamento delle piste ciclabili, la riqualificazione di luoghi-faro della cultura quali la Città della Musica, il teatro Michetti e il Museo del Mare. Ogni suo contributo costruttivo sarà il benvenuto".

