Pescara esclusa, persi 15 milioni di euro

Il Ministero finanzia 159 comuni, ma la città è 246ª. Tra i progetti al palo l’abbattimento del Ferro di cavallo e i parcheggi
PESCARA. Una opportunità da 15 milioni di euro persa. Risorse che sarebbero servite per realizzare 11 grandi opere del territorio, già annunciate dall’amministrazione comunale, che invece ora restano prive di sostenibilità economica. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Enrico Giovannini, ha firmato il decreto per l'assegnazione di 2,8 miliardi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e circa 20 milioni derivanti da residui 2019 e 2020 per attuare il Programma innovativo nazionale per la Qualità dell’abitare (PinQua). Pescara, però, è rimasta a bocca asciutta.
Sono stati in totale 159 i progetti, presentati da Regioni e Comuni in giro per l'Italia, che sono risultati beneficiari delle risorse. Di questi, otto sono pilota.
Pescara non compare Il capoluogo adriatico è rientrato in una lista dei progetti ammissibili, ma con riserva, fermandosi alla posizione numero 246, su una lista che in totale ne conta 271. Durante l’estate dopo la pubblicazione, da parte del ministero, di una graduatoria dei progetti considerati ammissibili, l’amministrazione aveva comunicato l’elenco di opere che avrebbe realizzato con quei 15 milioni di euro. Ora però la doccia fredda. Nessuno dei progetti potrà usufruire al momento di quelle risorse.
CRITICHE E ACCUSE «Nonostante gli annunci in pompa magna fatti a luglio», accusa Piero Giampietro che ieri insieme ai consiglieri del centrosinistra e a Carlo Costantini, del gruppo Azione ha convocato una conferenza stampa sulla vicenda, «Pescara ha perso questa occasione. Ed è la terza bocciatura che arriva in pochi mesi dai ministeri a questa amministrazione. Ricordiamo, infatti, l’esclusione dalla graduatoria del Miur per l’abbattimento e la parziale ricostruzione della scuola di via Monte Siella; del progetto di riqualificazione del campo sportivo Febo dei Gesuiti nell’ambito del bando Sport e periferie, lo stesso che aveva finanziato invece il progetto del parco dello sport nell’area ex Monopolio di via Rigopiano. Ora questa. La più pesante. Pescara ha perso il primo vero banco di prova del Pnrr. Ed è accaduto per sciatteria e superficialità», continua il capogruppo Pd.«La giunta ha partecipato a questo bando candidando non i progetti migliori, più utili o aderenti, ma quelli che aveva già pronti».
LE OPERE ESCLUSE Tra le 11 opere comparivano il completamento e la messa in funzione del teatro Michetti, interventi per fare una copertura al teatro D'Annunzio, la sistemazione della chiesa Angeli Custodi e la realizzazione di una piazza con l’abbattimento del Ferro di Cavallo, interventi al parco nord attesi da oltre 20 anni, la sistemazione della riviera sud, la demolizione del magazzino comunale con realizzazione di una piazza in largo Torlontano, la realizzazione di due parchi in via Monte Bove e di parcheggi in zona università, la riqualificazione energetica delle case popolari del Comune in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, opere al centro sociale Alessandrini in via Tripodi e la manutenzione straordinaria di un immobile in via delle Fornaci.
«SERVE LA FUSIONE» «La storia sarebbe cambiata notevolmente se i Comuni di Pescara, Spoltore e Montesilvano avessero collaborato e presentato progetti innovativi anche sul piano della cooperazione fra Comuni destinati, in base alla legge vigente, ad unirsi» ha sottolineato Carlo Costantini. «Occorre più visione nel cogliere le opportunità del processo di fusione che porterà verso il Comune di Nuova Pescara». In occasione della prossima assemblea dei tre Comuni, dopo che l'ultima fissata lo scorso 7 ottobre è andata deserta, Costantini presenterà un documento «per vincolare i tre Comuni a inserire in tutti gli atti ufficiali l'intestazione “dal 01/01/2023 Nuova Pescara - ai sensi della L.R. 24 agosto 2018, n. 26” contenente il riferimento alla legge regionale e alla deadline secondo la norma per la costituzione dei tre Comuni. Potrebbe essere un modo per cominciare a far circolare la consapevolezza della imminente nascita della nuova città e costruire quel senso identitario e di appartenenza».
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