Pescara fa il tutto esaurito «Agosto da incorniciare»

Alberghi, stabilimenti, bar e ristoranti tornano a sorridere dopo i mesi più neri E ora l’obiettivo è rilanciare il turismo anche in altri periodi: sì a pacchetti speciali
PESCARA. Strutture alberghiere con il tutto esaurito. Lettini e ombrelloni sold out, tanto da costringere i balneatori a rimandare indietro i giornalieri. Tavolini di bar e ristoranti pieni (ma scontrini medi più bassi del solito). È la fotografia dell’estate pescarese, ormai verso la chiusura, che emerge dalle associazioni di categoria. «Abbiamo cominciato la stagione con un luglio discreto», commenta Daniela Renisi, presidente di Federalberghi, «agosto è stato molto positivo, tanto da registrare numeri simili a quelli del 2019, l’ultima estate prima del Covid. Già ad oggi però», evidenzia l’albergatrice di Montesilvano, «abbiamo visto una battuta di arresto». Secondo l’analisi provvisoria di Renisi, le strutture alberghiere di Pescara sono state scelte per l’85% da turisti italiani e per il 15 da stranieri. Le aspettative per il prossimo mese non sono tra le migliori. «Settembre vede la ripartenza delle scuole», continua, «e inoltre sono in pochi ad avere le ferie. Non ci aspettiamo numeri elevati, nonostante per il nostro settore poter contare anche su questo mese sarebbe davvero benzina».
Parla di «stagione da incorniciare sia per il clima ma anche per l’affluenza del turismo balneare», Riccardo Padovano, presidente di Sib Confcommercio. «È quasi mezzo secolo che faccio questo lavoro e non ho mai visto presenze come quelle del 2021. Lo avevamo intuito già lo scorso anno, ma questa stagione è stata la ciliegina sulla torta, con un 85% di turisti di prossimità e il restante stranieri, specie dalla Francia. Pescara è una città che lavora tanto sugli abbonamenti stagionali. Gli stabilimenti hanno spesso difficoltà ad accogliere i giornalieri e questo è un problema su cui riflettere. Dobbiamo essere una città che accoglie e non piatta, fare in modo che chi viene al mare possa trovare ospitalità sotto l’ombrellone, ma bisogna anche incrementare la residenza turistica alberghiera». La proposta di Padovano è di una conversione degli stabilimenti in «centri turistici balneari. Ovviamente non dovranno essere mega strutture alberghiere, ma parlo al massimo di 5-10 posti letto».
Molto bene anche per il settore dei bar. «A maggio e giugno abbiamo lavoricchiato», afferma Carlo Miccoli, presidente dell’associazione bar della federazione pubblici esercizi - Confcommercio Pescara, «luglio è stato un mese particolare, mentre ad agosto abbiamo lavorato tantissimo. Pescara scoppiava di gente». Un bilancio positivo, ma lievemente sotto le aspettative per il titolare di caffè Excelsior per due motivi: «È mancato il turista tedesco che per noi in estate è sempre stato il primo cliente. C’è poi l’aspetto del Green pass. I clienti sono abituati a ordinare al bancone per poi sedersi all’interno. Con la regola della certificazione tendono a rinunciare. Questo per i bar significa non contare su un servizio che rappresenta una fetta importante degli incassi».
Tavoli pieni anche per i ristoranti, «ma è un fuoco di paglia», avverte Massimiliano Pisani, referente per il settore commercio di Confartigianato. «Giugno è stato un disastro, a luglio e agosto abbiamo lavorato molto, perché la voglia di uscire dopo mesi a casa era altissima. Lo scontrino medio però», analizza il proprietario di Birreria del Corso, «è stato più basso e per settembre non siamo per nulla ottimisti. Una città come Pescara non può vivere solo di turismo estivo. Ecco perché è essenziale che tutte le associazioni di categoria si siedano attorno a un tavolo con le istituzioni per creare un pacchetto turistico destagionalizzato».

