Pescara, minacciano e rapinano un minorenne, arrestati

Due giovani marocchini autori della rapina impropria di un telefonino nell'area di risulta: minacce e spintoni nella terra di nessuno, rapido l'intervento del 113
PESCARA. Aree di risulta sempre meno vivibili a Pescara a causa della delinquenza, nonostante i controlli continui delle forze di polizia. Ieri l'ennesimo episodio di violenza e rapina ai danni questa volta di un minore, terminato con l'arresto di due marocchini. Ieri pomeriggio gli agenti della squadra volante della Polizia sono intervenuti in pieno centro, nell'area di risulta, su richiesta di un minorenne che aveva subito una rapina. Il giovane quindicenne riferiva che, poco prima, mentre si trovava nell’area di risulta con due sue amiche in attesa del pullman che li riconducesse a casa, veniva avvicinato da due giovani magrebini che prima hanno cominciato ad infastidire una ragazza, poi a minacciare il ragazzo. Il povero ragazzo, assalito dalla paura, è salito subito su un pullman in partenza, ma i due stranieri, seguiti da un terzo, lo hanno seguito, gli hanno strappato dalle mani il telefono cellulare e quindi lo hanno spintonato e minacciato prima di scendere dall'autobus e allontanarsi senza che nessuno intervenisse. Il giovane grazie al telefonino di un passeggero ha avvisato il 113 e grazie alle dettagliate indicazioni fornite, due dei tre rapinatori venivano rintracciati poco distanti dall'area di risulta e tratti in arresto. Si tratta di Mohamed Chahid di 19 anni e Driss Elamri, 20 anni, entrambi marocchini. Al termine degli accertamenti in questura, su disposizione del pm di turno, i due sono stati trasferiti nel carcere di San Donato in attesa del processo per direttissima che si terrà oggi.

