Pescara, morì in ospedale dopo l'aggressione, indagato il barista

8 Gennaio 2016

Il fatto si verificò nell'ottobre del 2014 e le indagini della Squadra mobile hanno accertato che la vittima, un uomo di 55 anni con disturbi psichici, venne prima spinto fuori dal gestore del locale e poi colpito con calci e pugni

PESCARA. Individuato, dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Pescara, il presunto autore di un'aggressione ad un 50enne pescarese che morì in ospedale, cinque giorni dopo il ricovero, nell'ottobre 2014. La Procura della Repubblica di Pescara ha infatti indagato per omicidio preterintenzionale, aggravato dai futili motivi, un 55enne, G.R., originario di Chieti, a cui è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. La vittima morì per un'embolia polmonare determinata da un peggioramento del quadro clinico complessivo, ma era stata ricoverata per la frattura di femore e gomito destri. Dopo una lunga attività di indagine, e anche grazie all'intercettazione di alcuni testimoni che pur avendo assistito si erano mostrati reticenti, gli inquirenti hanno ricostruito che l'uomo, affetto da una patologia psichiatrica, la sera del 7 ottobre entrò nel locale, a Pescara, gestito dal suo presunto aggressore e rivolgendosi ad alcuni clienti disse in maniera scherzosa che «era ora di chiudere e che nel locale non potevano essere presenti dei minorenni». Questa affermazione, secondo l'accusa, determinò l'aggressione del gestore che lo scaraventò fuori dal locale colpendolo con calci e pugni. Le indagini della Mobile sono state coordinate dal pubblico ministero Paolo Pompa.