Pescara, Natale in famiglia alla mensa di San Francesco

25 Dicembre 2015

Per il 29° anno consecutivo, la Mensa dei Poveri continua a organizzare il pranzo di Natale. Il fondatore, Renato Paesano, insieme ai circa 50 volontari, trascorre le sue giornate per garantire un pasto caldo ai meno abbienti, tra cui tanti pensionati, stranieri e anche famiglie intere

PESCARA. Per il ventinovesimo anno consecutivo,  i volontari della mensa di San Francesco di Pescara, la cosiddetta “Mensa dei Poveri”,  trascorreranno il pranzo di Natale in cucina, per garantire un piatto caldo alle persone meno abbienti e alle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese. “Sono soprattutto anziani e stranieri quelli che vengono qui”, spiega Renato Paesano, coordinatore nonché tra i fondatori della Mensa dei Poveri “mentre le famiglie italiane preferiscono venire a prendere i pasti per poi consumarli a casa. Attualmente sono circa 120-150 i  poveri che usufruiscono della mensa di San Francesco, mentre oggi ne saranno di meno,  in quanto in occasione del Natale verranno aperte altre mense”.

Quando aprì la Mensa dei Poveri Renato Paesano era un impiegato della banca: “Qui venivano circa 12-15 persone: era quasi tutti i poveri e i senzatetto che dormivano alla stazione ferroviaria di Pescara. Il loro numero è aumentato progressivamente, per poi esplodere dopo il 2000 con l’arrivo di  albanesi, slavi e romeni. Poi c’è stato il boom degli africani, e adesso possiamo dire che in tutto saranno circa 150 i poveri che usufruiscono della nostra mensa”.
Negli ultimi trent’anni è cambiata molto la povertà: chi sono oggi gli utenti della mensa di San Francesco? “Soprattutto anziani, che con la loro pensione non ce la fanno a tirare fino alla fine del mese”, prosegue Paesano. “E poi ci sono molti extracomunitari, ma anche divorziati e intere famiglie italiane, dove la perdita del lavoro ha causato gravi problemi. C’è anche una colombiana in cerca di lavoro che viene regolarmente qui con i suoi tre figli. Per farli mangiare dobbiamo fare dei turni e consegnare i numerini, perché la nostra sala è piccola e possiamo far sedere al massimo 40 persone. Comunque siamo aperti tutti i giorni, dalle 11,30 alle 13, tranne il giorno di Santo Stefano quando il pranzo per i poveri si trasferisce all’aeroporto”.

Quanti sono i volontari che collaborano alla mensa di San Francesco? “Oramai saremo una cinquantina: molti pensionati, ma anche dei giovani, come Mamadou, senegalese, che da due anni ci dà una mano fondamentale. Ogni giorno facciamo dei turni in modo che tra la cucina e la sala ci siano almeno quattro cinque persone. Serviamo pasti caldi soltanto a ora di pranzo, mentre la mensa della Caritas di via Alento garantisce ai poveri anche la cena. Ma devo dire che qui vengono più volentieri”, sorride Paesano “forse perché c’è un clima più familiare”.

Qual è la squadra di volontari impegnata oggi, per il giorno di Natale? “Oggi il “capocuoco”, per modo di dire perché tutti i volontari in realtà sono cuochi, è Peppino De Petris, che è anche capo scout alla chiesa dello Spirito Santo. Poi in cucina ci sono Ada e Mariagrazia,  anche loro volontarie da tanti anni, mentre io, Francesco, Giuseppe e Mamadou aiutiamo tra l’ingresso e la sala”.

Sono tanti i privati che offrono il loro aiuto alla Mensa dei Poveri? “Sì, dovremmo ringraziare davvero tante persone e tante aziende. Ad esempio ogni anno, nel giorno di Santo Stefano, De Cecco organizza il pranzo per 300 persone all’aeroporto di Pescara. Oggi distribuiremo ai nostri amici il buono pasto per domani (26 dicembre). Basterà andare con questo biglietto al ristorante Concorde per avere un bel pasto completo”.

E oggi? Che menu di Natale ha preparato la batteria di cucina? “Antipasto misto (per i musulmani al posto dei salumi mettiamo formaggi oppure uova sode), pasta al forno, petto di pollo, frittata, mandaranci per frutta, per dolce neole e calcionetti, da bere vino e un po’ di spumante. Poi, finito il pranzo, ci basta un sorriso e sapere di essere stati utili a far star meglio anche una sola persona per festeggiare il nostro Natale”. Ma per i volontari della Mensa dei Poveri di Pescara, ogni giorno è importante per dare gioia ai bisognosi.
Luigi Di Fonzo

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