Pescara, nel centro storico chiudono 3 locali: oggi in aula il futuro della movida

Gli esercenti di Pescara Vecchia pronti a incontrare il sindaco Masci per lanciare le loro proposte, ma l’opposizione annuncia emendamenti a pioggia. E oggi è l’ultimo giorno di ordinanza, forse scatterà la proroga
PESCARA. Si torna a parlare di Piano di risanamento acustico oggi in aula, nel corso di una seduta consiliare incentrata sul tema movida a Pescara Vecchia. Movida che, in base a quanto riferiscono alcuni esercenti, non ha di certo caratterizzato il periodo delle festività, «quando c’è stata una desertificazione tra corso Manthoné e via delle Caserme», spiegano. Tre i locali chiusi nell’ultimo periodo. Situazione opposta in piazza Muzii e dintorni, dove tra Natale e Capodanno i locali hanno registrato numeri importanti. E in sala consiliare, questa mattina, ci saranno anche alcuni esercenti, che operano a Pescara Vecchia, in particolare i componenti dell’associazione “Laboratorio centro storico”, presieduta da Paride Orsini. Vogliono incontrare il sindaco Carlo Masci, per avanzare proposte sulla tutela e lo sviluppo del centro storico, «perché», dicono, «non condividiamo alcune scelte, anche se siamo a favore delle regole in una zona forse troppo franca. Il punto è che le restrizioni previste nell’ordinanza “Cenerentola”, tra l’altro in scadenza, danneggiano i lavoratori e l’intero quartiere, ormai alla deriva». No ai tornelli all’ingresso, dicono gli esercenti, ma sì al presidio dinamico delle forze dell’ordine e al decoro urbano. E poi orari più flessibili nel fine settimana. Non solo, c’è l’idea di mettere in campo delle iniziative culturali «ed essere così protagonisti di una reale rinascita del quartiere».
LA TESTIMONIANZA
«Circa un mese fa ho deciso di abbassare le saracinesche del mio locale in corso Manthoné», racconta l’imprenditore Francesco Follieri, titolare di altre due attività a Porta Nuova. «È stata una scelta difficile, ma necessaria. L’ordinanza sugli orari rigidi nel fine settimana ha di fatto penalizzato i locali, comunque piccoli e costretti a grosse limitazioni dopo la mezzanotte. Il discorso, però, è molto più complesso e non può di certo limitarsi agli incassi che diminuiscono fino ad azzerarsi del tutto, come è accaduto tra Natale e Capodanno. Va analizzato attentamente il tessuto urbano del centro storico, completamente diverso da quello della zona di piazza Muzii. Le istituzioni non possono metterci nelle condizioni di abbandonare il terreno di gioco». Il riferimento va alle decisioni prese all’indomani degli spari in corso Manthoné. «Gli esercenti sono delle vittime, quindi vanno sostenuti. E la soluzione non è data dalle restrizioni, ma dalle opportunità di sviluppo che si possono creare in un determinato territorio».
LA POLITICA
La seduta di oggi è stata convocata per le 8.30. I consiglieri di minoranza presenteranno una serie di emendamenti, con l’intento di migliorare il piano. Spiega Giovanni Di Iacovo (Pd): «Il piano, oltre che inutile, sarà la cornice per rendere permanenti le ordinanze che spegneranno per sempre il centro storico e di conseguenza Pescara». E il consigliere Paolo Sola (M5S) aggiunge: «Non abbiamo mai messo in discussione la necessità di tutelare la salute dei residenti, ma un piano di questo tipo non può trasformarsi in uno strumento rigido e punitivo che rischia di mettere in ginocchio un intero quartiere. Per questo abbiamo presentato una serie di emendamenti, per rendere il provvedimento più equilibrato, flessibile e sostenibile per le attività che lavorano nel rispetto delle regole».

