Pescara, palloncini bianchi e lanterne rosa per l'addio a Jennifer

Troppo piccola la parrocchia del Beato Nunzio Sulprizio per contenere la folla di amici accorsa ai funerali della ragazza uccisa dall'ex compagno. La nonna legge la poesia che la ventiseienne aveva dedicato al padre, e il parroco annuncia per giovedì prossimo la fiaccolata contro la violenza sulle donne
PESCARA. Tanti palloncini bianchi liberati in cielo insieme ad alcune lanterne rosa, e un lungo applauso. Così, nella chiesa del Beato Nunzio Sulprizio, in via Volta, oggi parenti e amici hanno salutato per l’ultima volta Jennifer Sterlecchini, la commessa di 26 anni uccisa venerdì scorso dall’ex fidanzato Davide Troilo, 32 anni, dopo una lite avvenuta nell’abitazione che i due condividevano fino a qualche giorno prima. Vestita con l'abito da sposa e distesa nella bara bianca, la giovane è stata accolta da centinaia di persone.
La chiesa non ce l’ha fatta ad accogliere tutti i presenti e al termine della funzione religiosa, celebrata da don Giorgio e don Valentino, è stata annunciata la fiaccolata che il Centro Antiviolenza Ananke ha organizzato per giovedì, 15 dicembre, alle ore 20, partendo da piazza Unione. Una fiaccolata, ha spiegato don Giorgio, “per dire che c’è bisogno di creare una coscienza nuova contro ogni forma di violenza contro le donne. Dobbiamo non solo lottare, ma anche prevenire queste cose", ha detto il sacerdote "e questa manifestazione può essere importante per dire che non si può e non si deve usare violenza con nessuno, specie con le donne”. Per decisione della madre Fabiola e del fratello Jonathan, le offerte raccolte durante la cerimonia funebre saranno devolute non solo ai poveri, ma anche al Centro antiviolenza Ananke.
Parlando del dolore e della rabbia che tutti provano per quello che è successo, nella sua omelia don Valentino ha invitato tutti a non trasformare il dolore in una tomba. “Non ci dobbiamo chiudere dentro questo dolore, ha aggiunto, e la rabbia non deve lasciar spazio alla vendetta perché la vendetta è come un cancro e uccide te, non gli altri”. Don Valentino non è riuscito a spiegare “il senso” di quello che è successo. “Nessuno se lo sa spiegare” ma “la giustizia farà il suo corso” e “Dio non c’entra niente in queste cose: queste cose le combina la libertà degli uomini che è capace di far venire fuori tragedie come questa”. Di una cosa don Valentino è certo: “Jennifer ha ritrovato il suo papà, Camillo, e lo ha abbracciato. perché gli voleva bene. Ora stanno insieme, e ci dicono: ama la vita, che è una cosa bella, capisci che senso ha la tua vita, e non far diventare l’amore per una persona il senso della tua vita”. Da don Giorgio, invece, è arrivato l'appello alla "preghiera" e alla "carità autentica verso gli ultimi e gli abbandonati". La nonna di Jennifer ha letto una poesia che Jennifer aveva lasciato sulla tomba del padre, mentre un amico della giovane, Yari, l’ha salutata pubblicamente prima che la bara bianca lasciasse il piazzale antistante la chiesa, tra gli applausi, le lacrime, i palloncini bianchi e le lanterne liberate in cielo.
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