Pescara pensa al 2020 Festa di Sant’Andrea con novità e rimedi

Gli organizzatori vogliono far diventare i fuochi un evento nazionale. E la statua avrà l’impermeabile in caso di pioggia
PESCARA. Oltre 30mila persone hanno affollato la festa di Sant'Andrea che chiude «con un bilancio più che positivo» a detta del comitato organizzatore e «con nuove idee per il prossimo anno, tra cui il ripristino del gioco della cuccagna, i fuochi pirotecnici che dovranno diventare un evento nazionale in collaborazione con gli albergatori a cui chiederemo di creare dei pacchetti turistici ad hoc e una migliore organizzazione del luna park».
Tira le somme dei quattro giorni di festeggiamenti dedicati al patrono della marineria pescarese, Riccardo Padovano, portavoce del comitato feste composto anche da Massimo Di Francesco, Elio Maione, Massimo Camplone, Enzo Del Vecchio e, per la parte religiosa, da padre Carlo Mattei, parroco di Sant'Andrea.
Padovano liquida subito le polemiche della statua del santo che non è uscita in mare (al suo posto è stata portata in processione una immagine) e fa mea culpa: «Per il prossimo anno prepareremo un impermeabile di plastica per proteggere Sant'Andrea in caso di pioggia. Purtroppo, solo chi non fa nulla non sbaglia mai. Però in mare ci siamo andati con il cuore: era doveroso rendere omaggio ai nostri caduti». Dalla marina, però, le animosità non si placano. Furente è Anna Rachele Palestini, vedova del pescatore Leonello Tiberi, scomparso nel 1996: «Sant'Andrea è un pescatore, uno di noi, non ha paura della pioggia» taglia corto la madre di 13 figli della marina, residente in via Bruno Buozzi.
E sui disguidi riguardanti il palco dove si è esibito il duo Vandelli-Shapiro, Padovano spiega che sono stati solo «questioni amministrative subito risolte».
L'anno venturo il comitato feste, che ringrazia le forze dell'ordine e i vertici della Guardia costiera, ripartirà dal piano sicurezza: «Quest'anno», spiega Padovano che parla anche a nome dei colleghi del comitato, «sono stati una trentina gli addetti alla security tra protezione civile e bagnini, a badare all’incolumità dei 30mila intervenuti alla festa e circa 10mila coloro che hanno affollato la spiaggia della Madonnina per assistere ai fuochi di artificio a cura della ditta Pace di Pratola Peligna, che hanno superato ogni aspettativa: 32 spettacolari minuti di attività pirotecnica svoltasi sul lato nord della diga foranea che, a 800 metri dalla costa, si è dimostrato il luogo ideale per la sicurezza, secondo le raccomandazioni del prefetto Gerardina Basilicata. Il nostro intento sarà quello di utilizzare anche la parte sud della diga foranea per la festa degli spari».
Fuochi d'artificio che il comitato feste intende potenziare fino a far diventare «quello che è stato uno spettacolo seguitissimo lunedì scorso, in un evento conosciuto a livello nazionale».
Altra novità di quest’anno, grazie all’iniziativa di Massimo Camplone, è stato il «rafforzamento dell’unione tra Borgomarino sud e nord. Grande è stata l’emozione delle due comunità, quando la banda di Introdacqua ha suonato per le vie dei due borghi. La gente affacciata alle finestre piangeva di gioia e di commozione».

