Pescara, picchiata insieme al fratello disabile

30 Luglio 2014

Una gara di braccio di ferro finisce in ospedale. E il fidanzato della donna aggredita minaccia di farsi giustizia

PESCARA. E’ avvenuto sotto gli occhi di un bambino, e senza alcun motivo comprensibile, il pestaggio che, l’altra notte, ha visto coinvolti una giovane donna e il fratello disabile. Un pestaggio sul quale dovranno fare chiarezza le forze dell’ordine, nelle prossime ore, e che per il momento viene ricostruito dal fidanzato della donna aggredita.

Lui (che non era presente al pestaggio) non riesce a spiegarsi il perché di tanta violenza e ha annunciato di volersi fare giustizia da solo, nel caso in cui «il picchiatore eroe» – come lo definisce lui – non dovesse essere preso dalle forze dell’ordine.

I fatti si sono svolti nel cuore della notte nei pressi di un locale di corso Manthoné dove un rom ha lanciato una sfida a un ragazzo. Il nomade voleva cimentarsi in una competizione fisica, per cui ha chiesto all’altro di battersi a braccio di ferro, e così è stato. Il rom è stato sconfitto e probabilmente non ha accettato la pessima figura perché da quel momento ha perso le staffe. Ha assalito improvvisamente una delle donne presenti e l’ha picchiata al punto tale da provocarle una doppia frattura della mandibola, così come è stata diagnosticata successivamente in ospedale, per cui sarà necessario un intervento maxillo-facciale, con l’apposizione di piastre metalliche, racconta il suo fidanzato.

Il rom se l’è presa anche con il fratello di lei, disabile, colpendolo alla fronte e spedendo pure lui al pronto soccorso, dove gli sono stati applicati del punti di sutura.

Questo impeto di violenza, già di per sé censurabile, è avvenuto in presenza del figlio della donna picchiata, che ha appena otto anni, che deve essere rimasto sotto choc di fronte alla scena. Quando il fidanzato della donna aggredita è arrivato sul posto il «picchiatore eroe» si stava allontanando ma lui lo ha visto chiaramente e lo ha anche riconosciuto, trattandosi di una persona che si vede spesso nei locali del centro storico. Non si esclude, poi, che sia stato ripreso dalle telecamere della zona.

Nel momento in cui sono arrivate le pattuglie dei carabinieri l’aggressore era già lontano per cui sono partite le indagini per identificarlo.

«Ha commesso uno scempio», dice l’uomo che adesso si trova ad assistere la sua fidanzata in ospedale. Il suo augurio è che si arrivi presto al responsabile e che venga arrestato, ma nel caso in cui non dovesse accadere minaccia: «Nel giro di 24 ore» scatterà la sua «vendetta privata». Lo ha scritto su Facebook in un momento di ira, come ha ammesso lui stesso. Una volta sbollita la rabbia, e dopo quel messaggio, sono già arrivati tante telefonate di solidarietà, perfino dai rom che non condividono la condotta del nomade violento.

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