Pescara ricorda gli eroi di Colle Pineta: 79 anni fa la strage a colpi di fucile

I giovani uccisi nell’ex fornace dai nazifascisti avevano tra 17 e 30 anni Domani la cerimonia dell’Anpi e della Cgil nella scuola 11 febbraio ’44
PESCARA. I fratelli Alfredo e Aldo Grifone avevano 23 e 20 anni ed erano tutti e due operai; anche Pietro Cappelletti era un operaio, 28 anni, sposato e padre di due bambine; Nicola Cavorso, 23 anni, era uno studente universitario di fisica e matematica e allievo ufficiale dell’aeronautica; Beniamino Massimo Di Matteo, 18enne, era uno studente e vigile del fuoco; Raffaele Di Natale, 30 anni, venditore ambulante, soldato di fanteria, sposato e papà di due figlie; Stelio Falasca, 18 anni, studente; Vittorio Mannelli, soldato di fanteria di 23 anni, ex pugile; Aldo Sebastiani, 17enne, apprendista meccanico e vigile del fuoco. Sono i nove martiri dell’eccidio di Colle Pineta che, domani alle ore 9, saranno ricordati in una cerimonia, organizzata dall’Anpi e dalla Cgil di Pescara, nel cortile della scuola chiamata proprio 11 febbraio ’44 a memoria di quel giorno nero di 79 anni fa.
LA STORIA DI 79 ANNI FA I ragazzi partigiani, tutti teatini, furono arrestati tra il 16 gennaio del 1944 e il 4 febbraio. Poi, subirono le torture nel carcere San Francesco di Chieti, un processo farsa sempre a Chieti e la fucilazione nella fornace dismessa a Pescara. I giovani della banda Palombaro, fondata a Chieti il 9 settembre del 1943, il giorno dopo l’armistizio di Cassibile per aiutare la fuga dei prigionieri dai campi abruzzesi e marchigiani e decimare le pattuglie tedesche nell’entroterra della Maiella, furono uccisi uno alla volta dai soldati nazisti e fascisti e poi gettati dentro buche scavate alla svelta e abbandonati. Quei giovani teatini avrebbero dovuto essere impiccati in piazza San Giustino, nel centro della loro città, ma l’intervento dell’allora arcivescovo Giuseppe Venturi cambiò i piani: nazisti e fascisti scelsero l’esecuzione lontano dalla città, spettatore un prete. I cadaveri furono ritrovati quattro mesi e mezzo dopo: il 2 luglio 1944 fu il giorno dei funerali. Altri tre furono graziati e condannati a 30 anni di lavori forzati: Guido Grifone, Floriano Finore e Giovanni Potenza. Nessuno di loro è più in vita: l’ultimo testimone, Guido Grifone, è morto all’età di 102 anni nel 2021.
UN CONDANNATO Il destino di quei giovani coraggiosi cambiò per mano di un bolognese, Mario Fioresi: arrivato a capo della polizia ausiliaria di Chieti, con il placet dell’allora prefetto Giuseppe Girgenti, Fioresi aprì la caccia all’uomo per stanare i dissidenti del regime: i verbali dell’epoca descrivono Fioresi come un uomo violento e senza scrupoli, avido di soldi e finito sotto accusa anche per profitti illeciti frutto di rapine, estorsioni e di un’indebita acquisizione alla Banca d’Italia di Chieti. Alla fine della Seconda guerra mondiale, Fioresi fu uno dei condannati per la strage di Colle Pineta: la pena dell’ergastolo e 100 milioni di lire di multa si accorciò a 19 anni di reclusione grazie ai condoni.
L’ALTRA CERIMONIA La cerimonia a Colle Pineta, con il presidente provinciale dell’Anpi Nicola Palombaro e il segretario provinciale Cgil Luca Ondifero, sarà la prima in città per l’anniversario della Liberazione: alle 10, in piazza Garibaldi, ci sarà la celebrazione organizzata dal Comune con le autorità civili a partire dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo, militari e religiose, i rappresentanti delle Associazioni combattentistiche e d’Arma. Dopo lo schieramento del picchetto d’onore con l’alzabandiera, protagonista sarà l’Orchestra di Fiati del conservatorio Luisa d’Annunzio che suonerà l’Inno nazionale. In programma anche la benedizione della corona d’alloro e la deposizione al Monumento ai Caduti per ricordare i caduti militari e civili di tutte le guerre. Parteciperanno anche gli studenti delle scuole superiori di Pescara che esprimeranno le loro riflessioni sull’importanza che il 25 aprile riveste nella storia d’Italia. La cerimonia si concluderà alle 11 dopo l’intervento del sindaco Carlo Masci e la lettura dei messaggi istituzionali e della Preghiera per i Caduti.
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