Pescara, studenti in piazza per dire no alla “Buona scuola”

12 Marzo 2015

Gli studenti pescaresi rivendicano il diritto a scuole sicure, che non si allaghino a ogni temporale e dove non cadano calcinacci durante le ore di lezione

PESCARA. Nel giorno in cui il Consiglio dei ministri si appresta ad approvare la riforma della scuola varata dal premier Matteo Renzi e dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, gli studenti degli istituti superiori di Pescara scendono in piazza per dire no ai 12 punti del rapporto #Labuonascuola. La manifestazione, in contemporanea in trenta città italiane, è partita dal Ponte del Mare per attraversare il lungofiume Paolucci e fermarsi sotto ai palazzi di Provincia e Comune per poi attraversare corso Vittorio Emanuele e culminare in piazza Sacro Cuore con un flash-mob.

Sono circa 150, secondo la questura, i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato al corteo contro “La buona scuola” esibendo cartelli e striscioni e scandendo slogan contro il Governo. Il no alla riforma dell’istruzione e al finanziamento alle scuole private si unisce a tematiche di respiro strettamente locale.

In particolare gli studenti di Pescara rivendicano il diritto a scuole sicure, che non si allaghino a ogni temporale e dove non cadano calcinacci durante le ore di lezione. L’ultimo episodio è accaduto nelle scorse settimane all’istituto alberghiero De Cecco, quando tre ragazzi sono rimasti feriti durante l’ora di spagnolo a causa del crollo dei calcinacci dal soffitto. Ma critica è anche la situazione in molte altre scuole, in primis il liceo artistico Misticoni, dove gli alunni hanno girato un video nei giorni degli allagamenti che è stato poi mandato al premier Matteo Renzi.

Tra i momenti salienti della protesta c’è la richiesta all’amministrazione comunale di Pescara di un centro di aggregazione giovanile: una promessa fatta dal sindaco Marco Alessandrini in campagna elettorale e rimasta finora disattesa. Per questa ragione gli studenti hanno coperto le pareti esterne del Municipio con una serie di post-it in cui hanno spiegato i motivi della loro richiesta. La manifestazione si è conclusa in piazza Sacro Cuore con un flash-mob: un minuto di silenzio culminato con un grido corale e liberatorio.