«Pescara super ospedale: stop alle cure fuori regione»

25 Febbraio 2018

Medici e candidati alle elezioni riuniti in Provincia per sostenere la causa del polo cardiochirurgico: «L’équipe sanitaria sia in grado di spostarsi da Chieti»

PESCARA. Il presidio ospedaliero pescarese «ha i numeri» per diventare sede del Dea, Dipartimento Emergenza Accettazione, di II livello.
Con questa qualifica «otterrebbe maggiori finanziamenti, più attrezzature, più personale e, di conseguenza, si abbasserebbe anche il numero dei viaggi della speranza fuori regione».
Manca solo un tassello all'obiettivo: il polo cardiochirurgico, vanto dell'ospedale teatino, che Pescara vuole fortissimamente per completare il quadro dei settori sanitari già in essere, stroke, neurochirurgia, politrauma, radiologia interventistica, interventistica neonatale, chirurgia toracica, plastica e vascolare.
Antonio Ciofani, nefrologo in pensione, da tre anni a capo della Consulta clinica, ieri pomeriggio in Provincia ha chiamato a raccolta medici e candidati alle elezioni per ascoltare le loro opinioni e lanciare la sua proposta: «Una leggina che riconosca Pescara sede del Dea di secondo livello in collegamento funzionale con l'équipe cardiochirurgica dell'ospedale di Chieti che, in caso di necessità, si trasferirebbe a Pescara».
In questo modo, in caso di emergenza grave «non si sposterebbe il paziente, ma solo l'équipe medica» tra Chieti e Pescara. Il mondo politico, candidati e no, ha risposto alla chiamata. Tra i presenti - una settantina di persone - Carlo Masci, Antonella Allegrino, Guerino Testa, Berardino Fiorilli, Vittoria D'Incecco. Tutti concordi nel sostenere la proposta di Ciofani.
La riunione di ieri è la diretta conseguenza di una delibera, approvata dalla giunta regionale, che nomina la commissione del Dea di II livello Chieti e Pescara composta da primari e manager delle due Asl. Che in un mese dovranno concretizzare il piano operativo di quello che, secondo l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, sarà un ospedale condiviso tra i due capoluoghi.
Fiorella Cesaroni, esponente dell'associazione Tutela diritti del malato (presieduta da Fiorella Marchetti), che ha moderato il dibattito a cui hanno partecipato anche alcuni pazienti, ha reso noti i numeri della popolazione che gravita intorno al presidio ospedaliero pescarese, confrontata con quella dei residenti delle altre province.
«Secondo dati Istat», spiega Cesaroni, «solo Pescara conta 125.636 residenti, compresi gli stranieri, contro i 50.912 di Chieti, 69.339 dell'Aquila e 54.411 di Teramo». «Pescara», conclude Ciofani, «ha la stroke, la neurochirurgia, la radiologia interventistica, la chirurgia vascolare, toracica e plastica, l'interventistica neonatale. Manca soltanto la cardiochirurgia, ultimo tassello per ottenere la qualifica di Dea di secondo livello».
©RIPRODUZIONE RISERVATA