Pescara, tangenti: arrestato il numero 2 dell'Agenzia delle Entrate

10 Maggio 2016

Agli arresti domiciliari Giovanni Imparato, il capo del settore legale già sospeso dal servizio avrebbe favorito una società finita sotto accertamento fiscale: la Guardia di Finanza lo incastra mentre riceve una busta piena di soldi

PESCARA. Arrestato per una tangente di 15 mila euro. Da oggi, Giovanni Imparato, numero due dell’Agenzia delle Entrate pescarese, a capo del settore legale, si trova agli arresti domiciliari. Arrestato anche un commercialista di Formia. Corruzione, è il reato contestato dai finanzieri di Pescara, guidati dal comandante provinciale Francesco Mora. Ex reggente della sede pescarese e vice segretario nazionale del sindacato Confsal-Salfi, Imparato è un personaggio noto negli ambienti economici pescaresi. Intorno alla metà di aprile, dopo le prime perquisizioni della Finanza nel centro operativo di via Rio Sparto, il funzionario era stato sospeso dal servizio con un provvedimento dei vertici regionali dell'Agenzia delle Entrate. L'indagine ruota intorno a presunti favori a una società finita sotto accertamento dell'Agenzia delle Entrate: la Finanza ha un video in cui si vede il passaggio di una busta piena di soldi.

L'attività investigativa, svolta anche attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, ha interessato l’operato del funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Pescara nei riguardi di una società con sede legale a Pescara, ma con attività fuori dalla regione Abruzzo, gravata da un pesante contenzioso tributario (valore della controversia circa 38 mila euro) peraltro già giudicato in primo grado dalla Commissione Tributaria Provinciale di Pescara in senso favorevole all’Erario.

L'incontro tra Imparato e il commercialista si è svolto a Roma: sulla base degli elementi raccolti, la somma, consegnata dal consulente nella sua qualità di consulente tributario della predetta società, è stata ritenuta il prezzo del reato di corruzione del pubblico ufficiale  per pilotare a favore del contribuente il contenzioso tributario pendente presso la Commissione Tributaria Regionale Abruzzo, ovvero per adottare una strategia processuale più favorevole allo stesso contribuente, nonché per remunerare altri “favori” resi dal funzionario, tra cui il recente “provvedimento di sospensione amministrativa” emesso dall'Agenzia delle Entrate di Pescara, su iniziativa dello stesso capo dell’ufficio legale, finalizzata ad interrompere l'azione di pignoramento, già intrapresa da Equitalia sui beni della società.

Secondo le indagini, infatti, il funzionario oltre ad aver suggerito al commercialista ed alla società coinvolta le più opportune strategie difensive, avrebbe egli stesso provveduto a scrivere parti delle memorie difensive o comunque atti nell’interesse del contribuente, ponendo in essere un comportamento in palese violazione dei doveri di efficienza, imparzialità e trasparenza che dovrebbero caratterizzare l’attività dei pubblici funzionari, mostrandosi pronto ad asservire la propria funzione agli interessi privati, a danno dell’Erario ed a proprio vantaggio.

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