Pescara tra le più colpite, Fazii: «Non è ancora finita, vaccinatevi»

1 Febbraio 2022

Il direttore del laboratorio di virologia Asl: «Finché continuerà a fare freddo la discesa resta lenta» La svolta? «Tra la seconda e la terza settimana di febbraio vedremo una diminuzione repentina»

PESCARA. Anche se con i contagi in lieve calo, Pescara continua a essere fra le città più colpite dalla pandemia. Ricoveri in area medica sempre alti, scuole in affanno con quasi la metà degli studenti in dad. Ma quando si potrà finalmente cominciare a vedere un po’ di luce? Per Paolo Fazii, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia della Asl, non prima di un paio di settimane. Nel frattempo, l’invito è di accelerare con le vaccinazioni dei più piccoli.
Dottor Fazii, i dati degli ultimi giorni iniziano a mostrare un lieve rallentamento del virus in città e provincia. Cosa dobbiamo aspettarci?
In questo momento siamo nella fase del plateau con numeri ancora alti. La discesa si inizia a intravedere, ma è lenta e continuerà a essere così sino a quando proseguirà a fare freddo. A mio avviso, fra la seconda e terza settimana di febbraio comincerà a diventare più repentina e vedremo finalmente una diminuzione dei casi. Ma non adesso. Questo è il periodo peggiore perché è il più freddo e consente al virus di circolare meglio.
A soffrire maggiormente sono le scuole e i ragazzi, sottoposti a continue quarantene. Per non parlare dei più piccoli, che in questo momento sono fra i più colpiti. Quanto è importante accelerare con i vaccini?
Da tempo dico che è fondamentale la vaccinazione anti Covid per i bambini. Attualmente abbiamo una grande fetta della popolazione fra i 12 e i 18 anni vaccinata. Ora altrettanto bisogna fare per la fascia tra i 5 e gli 11 anni. Purtroppo, devo dire che registriamo ancora parecchie remore da parte dei genitori, anche di quelli vaccinati. In realtà occorrerebbe capire che i bambini possono ammalarsi di Covid, e comunque anche se asintomatici possono favorire la circolazione del virus, e di conseguenza rappresentare un pericolo per gli altri. Parlo dei nonni e dei soggetti fragili loro vicini. Per le scuole, a rendere complicata la situazione, è la variante Omicron che è diventata preponderante. Rispetto a Delta si trasmette attraverso l’effetto aerosol e quindi, negli ambienti chiusi come un’aula scolastica dove si resta per diverse ore, facilita la trasmissione dell’infezione. La stessa cosa vale per gli ambienti domestici. Comunque, ripeto, è fondamentale vaccinarsi. Purtroppo, c’è ancora una percentuale troppo alta di no vax. E così non ne usciamo.
A proposito di Omicron, ormai è arrivata Omicron 2. Dobbiamo preoccuparci?
In realtà no. Dovrebbe dare gli stessi problemi di Omicron e non dovrebbe essere più pericolosa. In ogni modo anche riguardo a Omicron, non deve passare il messaggio che si tratti di un banale raffreddore: secondo una rilevazione che avevamo fatto sui pazienti in terapia intensiva, circa 1 su 4 aveva questa variante: principalmente sono no vax o persone con altre patologie, di età molto alta. Ma il nuovo ceppo non può passare come una banale influenza.
In questo periodo si registrano anche tante reinfezioni: persone che nei mesi scorsi hanno contratto il virus e si sono di nuovo ammalate. Come lo spiega?
Il principale motivo è dovuto proprio alla maggiore trasmissibilità di Omicron rispetto alle altre varanti. In più, c’è anche un discorso di comportamento: chi si è vaccinato tende ad abbassare la guardia, pensando che il virus sia meno pericoloso di prima. Poi ci sono gli operatori sanitari che si reinfettano, e questo perché sono costantemente in prima linea nella lotta alla pandemia.