Pescarese picchiata in strada Il figlio: tanta rabbia e paura

Sarà operata oggi la ex assicuratrice di 70 anni aggredita sabato a Padova Era andata lì per accudire il nipotino. La famiglia: «In borsa non aveva soldi»
PESCARA. Massacrata di botte per una borsa vuota, dove non c’era praticamente nulla, se non pochi contanti e qualche effetto personale: a confermarlo è il figlio di Giuseppina R. la 70enne pescarese aggredita e pestata di botte da uno sconosciuto che, sabato mattina, ha tentato di strapparle la borsa nel centro di Padova.
La donna, ex assicuratrice residente nel centro di Pescara, oggi viene operata al femore per l’installazione di una protesi. La caduta e le botte ricevute le hanno infatti causato una frattura che rischia di comprometterne lo stile di vita negli anni a venire.
«Sta bene, le condizioni sono stabili e per domani (oggi per chi legge, ndr) è stata programmata l’operazione per la protesi», ha spiegato ieri il figlio della 70enne, «restano purtroppo la paura e la rabbia per quello che è successo: un’aggressione quanto mai inutile, probabilmente il gesto di un balordo, che ha tentato di portarle via una borsa dove all’interno non c’era praticamente nulla».
Giuseppina R. è stata aggredita poco dopo le 8 del mattino nel centro di Padova. Un uomo con un cappello calato sugli occhi, e il volto in buona parte coperto da una giacca chiusa completamente, ha provato a strapparle la borsa che portava con sé. Non essendo riuscito nel tentativo dello scippo lampo, il malvivente ha cominciato a picchiare la 70enne caduta a terra. A salvare l’anziana pescarese sono state le urla di un passante e l’arrivo di alcuni negozianti della zona. Il rapinatore si è così dato alla fuga a mani vuote, con il risultato di aver solo causato gravi danni alla signora, che da sabato ricoverata nel reparto di Ortopedia dell’ospedale di Padova.
Difficile che si possa arrivare all’identificazione dell’aggressore, visto il modo in cui era camuffato, che non ha permesso, né all’aggredita né a chi è intervenuto, di osservarlo in faccia. Le modalità del tentativo di scippo fanno comunque pensare all’azione di un balordo o di un tossicodipendente, verosimilmente alla ricerca di pochi spiccioli.
A rendere ancora più amara la disavventura della 70enne, è il fatto che si trovava a Padova per aiutare il figlio con il nipote ammalato: tra l’altro, la mattina in cui è stata aggredita, era uscita di casa proprio per comprargli un pensiero. Inoltre è la seconda volta che alla donna succede qualcosa del genere a Padova: due anni, nella stessa zona, un malvivente gli strappò una collana d’oro nel vano condominiale.(a.r.)
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